La settimana che ci aspetta: Un’importante settimana per l’economia americana

E’ in arrivo un’altra settimana impegnativa per il mondo della finanza. Tra gli argomenti principali di questa settimana ci saranno gli indicatori economici statunitensi, le letture del PIL del terzo trimestre e i dati Core PCE di settembre. Sul fronte delle banche centrali, a riferire saranno la BCE e la Banca del Canada, mentre i mercati speculano sugli aumenti potenziali dei tassi. Continua anche la stagione degli utili con quella che sarà la settimana più impegnativa del trimestre fino ad ora.

In primo piano la ripresa degli Stati Uniti con il PIL del terzo trimestre e le i risultati Core PCE

L’inflazione è stata la questione più sentita sia nell’economia globale che in quella americana per la maggior parte dell’anno. La questione è diventata ancora più stringente con l’inizio dell’uscita delle varie economie dalla pandemia.

Venerdì è stato pubblicato l’andamento relativo al mese di settembre dell’indicatore dell’inflazione preferito dalla FED, l’indice Core PCE, che misura l’inflazione dei beni di consumo.

Ad agosto era stato registrato un aumento dello 0,4% della spesa per consumi personali, sostanzialmente in linea con le aspettative. Escludendo cibo ed energia, nell’ultimo mese l’inflazione Core PCE si è attestata allo 0,3%. Anche ad agosto la crescita su base annua è stata del 3,6%.

La Fed continua ufficialmente ad affermare che qualsiasi aumento dei prezzi è temporaneo. Potrebbero anche avere ragione. I guadagni mensili del PCE si sono sostanzialmente dimezzati dall’aumento dello 0,6% di aprile. Ci sono anche altri indicatori, come il rallentamento del tasso di crescita dell’indice dei prezzi al consumo, a confermare questa affermazione.

Un altro importante dato relativo all’interpretazione della ripresa economica degli Stati Uniti verrà pubblicato questa settimana: giovedì saranno infatti resi noti i dati trimestrali avanzati relativi al PIL del terzo trimestre. La FED e la Casa Bianca ovviamente sperano che la crescita superi le aspettative dopo un secondo trimestre deludente.

I dati del PIL del secondo trimestre hanno inizialmente mostrato che il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è salito del 6,3%, ma poi questo dato è stato rivisto al rialzo, con una lettura finale del 6,7%. Il Dow Jones aveva previsto una crescita dell’8,2% nel secondo trimestre.

Le previsioni per il terzo trimestre del 2021 sono a dir poco contrastanti. La FED di Atlanta, che in precedenza aveva previsto una crescita intorno al 5,7%, ha ridotto la crescita prevista per il terzo trimestre ad un misero 0,5%.

Goldman Sachs è molto più ottimista, ma ha comunque abbandonato le previsioni di crescita inizialmente stimate. In precedenza, Goldman Sachs aveva previsto una crescita del 6,2% nel terzo trimestre. Ora, questo livello è attorno al 5,7%.

Restando su Goldman Sachs, la banca cita come principali motivi del rallentamento della crescita il calo dei nuovi posti di lavoro e l’impatto della variante Delta. Ad essere realisti, il PIL degli Stati Uniti avrebbe comunque rallentato con il progressivo ritorno dell’economia ad una parvenza di normalità pre-pandemia.

I dati dalle banche centrali: la BCE e la Banca del Canada riferiscono questa settimana

La Banca Centrale Europea sembra essere un po’ nei pasticci, a voler credere ai rapporti. Stando ad un sondaggio di Deutsche Bank su 600 investitori, il 42% di essi si aspetta che la BCE resti troppo accomodante per un periodo di tempo troppo lungo.

Andrea Enria, presidente del comitato consultivo della BCE, ha affermato che la parola d’ordine è ancora “cautela”, nonostante egli sottolinei che le prospettive economiche dell’Unione europea stiano migliorando.

Dei modelli interni non ancora resi noti suggeriscono che l’inflazione potrebbe raggiungere l’illusorio obiettivo del 2% della BCE entro il 2025. Sulla base di questi dati, i tassi potrebbero aumentare prima del previsto. Alcuni investitori hanno iniziato a stimare tassi più elevati all’inizio del 2023.

Il policymaker della BCE Pablo Hernandez De Cos afferma che non è ancora in vista alcun rialzo dei tassi, e non prevede modifiche al tasso di base della banca prima del 2023. Alcuni investitori potrebbero invece aver già iniziato a considerare tali modifiche.

Ciò potrebbe causare problemi ad alcuni stati del sud Europa che, secondo Markus Frühauf del quotidiano tedesco FAZ, non possono permettersi di mantenere i tassi così bassi ancora a lungo.

Sta arrivando un problema di credibilità per la Banca Centrale Europea? L’ondata inflazionistica sta presumibilmente colpendo i membri dell’UE più poveri rispetto agli stati più ricchi. Le banche centrali indipendenti, come la FED o la Banca d’Inghilterra, possono permettersi il lusso di badare a se stesse, anziché seguire la linea finanziaria tracciata da Bruxelles.

Sarà interessante osservare come la Banca Centrale Europea gestirà queste sfide e se durante la conferenza stampa della BCE di mercoledì si materializzerà un’indicazione di un possibile cambio dei tassi.

Parlando di aumenti anticipati dei tassi di interesse, la Banca del Canada potrebbe essere in procinto di applicarne uno. Mercoledì ne sapremo di più sulla posizione della Banca del Canada, ma gli economisti ritengono che ad aprile le cose cambieranno nel Grande Nord.

David Wolf di Fidelity ed ex consigliere della Banca del Canada ritiene che solo allora vedremo un aumento dei tassi. Se i rapporti sull’occupazione saranno positivi e l’inflazione resterà alta (attualmente è doppia rispetto all’obiettivo del 2% della Banca del Canada) il governatore Tiff Macklem potrebbe vedersi costretto a forzare la mano sull’argomento.

Anche Wells Fargo ritiene che vedremo un cambiamento dei tassi canadesi il prossimo anno.

“Ci aspettiamo inoltre che la Banca del Canada inizi ad aumentare i suoi tassi di interesse nel 2022, partendo con un aumento del tasso di 25 punti base allo 0,50% durante la riunione della politica monetaria di luglio 2022, con un successivo aumento del tasso di 25 punti base nel quarto trimestre del 2022”, ha riferito la banca d’investimento in una nota. “Per quanto riguarda l’aumento iniziale dei tassi, riteniamo che i rischi siano orientati verso un aumento anticipato piuttosto che posticipato. Prevediamo anche più aumenti dei tassi nel 2023 e un incremento cumulativo di 75 punti base durante quell’anno”.

Esistono voci interventiste che chiedono una revisione dei tassi. Vediamo cosa dirà la Banca del Canada questa settimana.

Una settimana eccezionale per gli utili

Non bisogna dimenticare che siamo ancora nel bel mezzo della stagione degli utili a Wall Street. Questa settimana arriveranno i cinque giorni più intensi del trimestre, con molte grandi aziende tecnologiche a riferire sui propri utili.

Tra le grandi aziende tecnologiche che segnalano questa settimana saranno da osservare Amazon, Apple, Twitter, Facebook e Spotify. Vedremo anche i report di molte aziende produttrici di beni di largo consumo, come Coca-Cola.

Per ulteriori informazioni su quali aziende stanno riferendo sui loro guadagni, assicurati di dare un’occhiata al nostro calendario degli utili negli USA.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Mon 25-Oct  9:00am  EUR  German ifo Business Climate 
       
Tue 26-Oct  3:00pm  USD  CB Consumer Confidence 
  3:00pm  USD  Richmond Manufacturing Index 
Wed 27-Oct  1:30am  AUD  CPI q/q 
  1:30pm  AUD  Trimmed Mean CPI q/q 
  1:30pm  USD  Core Durable Goods Orders m/m 
  1:30pm  USD  Durable Goods Orders m/m 
  3:00pm  CAD  BOC Monetary Policy Report 
  3:00pm  CAD  BOC Rate Statement 
  3:30pm  CAD  Overnight Rate 
  3:30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
  Tentative  CAD  BOC Press Conference 
       
Thu 28-Oct  Tentative  JPY  BOJ Outlook Report 
  Tentative  JPY  Monetary Policy Statement 
  Tentative  JPY  BOJ Press Conference 
  12:45pm  EUR  Monetary Policy Statement 
  12:45pm  EUR  Main Refinancing Rate 
  1:30pm  EUR  ECB Press Conference 
  1:30pm  USD  Advance GDP q/q 
  1:30pm  USD  Advance GDP Price Index q/q 
  1:30pm  USD  Unemployment Claims 
  3:00pm  USD  Pending Home Sales m/m 
  3.30pm  GAS  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 29-Oct  9:00am  EUR  German Prelim GDP q/q 
  1:30pm  CAD  GDP m/m 
  1:30pm  USD  Core PCE Price Index m/m 
  2:45pm  USD  Chicago PMI 
  3:00pm  USD  Revised UoM Consumer Sentiment 

 

I principali rapporti sugli utili

Mon 25 Oct  Tue 26 Oct  Wed 27 Oct  Thu 28 Oct  Fri 29 Oct 
  3M Co (MMM)  Automatic Data Processing (ADP)  Caterpillar Inc (CAT)   AbbVie (ABBV)  
  General Electric (GE)   Boeing (BA)  Keurig Dr Pepper (KDP)   Alibaba (BABA)  
  Advanced Micro Devices (AMD)  CME Group (CME)  Mastercard (MA)   Aon (AON) 
  Alphabet Inc C (GOOG)  Coca-Cola Co (KO)  Merck & Co Inc (MRK)   Chevron (CVX)  
  Alphabet Inc A (GOOGL)  General Motors (GM)   Newmont Goldcorp (NEM)   Exxon Mobil (XOM)  
Facebook (FB)  Microsoft Corp (MSFT)  The Kraft Heinz Co (KHC)   Shopify (SHOP)   Berkshire Hathaway (BRK.B) 
  QuantumScape (QS)  McDonald’s Corp (MCD)   Takeda Pharmaceutical (TAK)    
  Twitter Inc (TWTR)  Spotify Technology SA (SPOT)   Amazon.com Inc (AMZN)    
  Visa Inc Class A (V)   Ford Motor Co (F)   Apple Inc (AAPL)    
    Pinterest (PINS)  Gilead Sciences Inc (GILD)    
    Teladoc Health (TDOC)  Starbucks Corp (SBUX)    
    Twilio (TWLO)     

La settimana che ci aspetta: L’inflazione elevata nel Regno Unito è destinata a restare?

Questa settimana c’è molta carne sul fuoco in termini di big data. Per prima cosa, ci sono i dati dell’IPC nel Regno Unito. L’inflazione sta resistendo più a lungo di quanto ci aspettassimo? Arrivano anche i PMI flash del Regno Unito e dell’UE, in un momento in cui sembra che l’attività economica stia iniziando a rallentare. Inoltre, è in arrivo la stagione degli utili negli Stati Uniti, con i report delle principali aziende tecnologiche.

L’IPC nel Regno Unito: i falchi in attesa e i dati più importanti

Sul fronte dei dati, uno dei momenti più importanti della settimana è rappresentato dalle ultime cifre dell’indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito.

La lettura di settembre ha mostrato che ad agosto l’inflazione nel Regno Unito aveva superato di gran lunga l’obiettivo del 2% della Banca d’Inghilterra. Come hanno mostrato i dati ufficiali, i prezzi al consumo sono cresciuti del 3,2% da agosto 2020, il più alto aumento su base mensile da quando vengono registrati questi dati nel 2017.

L’Office for National Statistics ha affermato che l’aumento è stato “un probabile cambiamento temporaneo” e ha segnalato che il programma governativo Eat Out to Help Out (EOHO, letteralmente “mangiare fuori per dare una mano”) potrebbe aver contribuito a questo incremento.

“Ad agosto 2020 molti prezzi nei ristoranti e nei caffè erano scontati grazie al programma del governo Eat Out to Help Out, che offriva ai clienti cibo e bevande a metà prezzo da consumare (fino a un valore di 10 GBP) tra il lunedì e il mercoledì”, ha spiegato l’ONS nella sua dichiarazione.

“Dal momento che l’EOHO è stato un programma a breve termine, è probabile che lo spostamento in alto del tasso di inflazione a 12 mesi registrato ad agosto 2021 sia un fatto temporaneo”.

La linea ufficiale è stata che i prezzi più alti sarebbero dovuti essere transitori, ma alcune indiscrezioni all’interno della Banca d’Inghilterra segnalano che questo fenomeno potrebbe protrarsi più a lungo di quanto si pensasse.

Secondo il nuovo capo economista della Banca d’Inghilterra, Huw Pill, l’inflazione elevata potrebbe restare.

“A mio avviso, l’equilibrio dei rischi si sta attualmente spostando verso le grandi preoccupazioni per le prospettive legate all’inflazione, poiché l’attuale forza dell’inflazione pare destinata a dimostrarsi più duratura di quanto era stato originariamente previsto”, ha dichiarato Pill a settembre.

Pill presta la sua voce ai falchi che stanno costantemente crescendo di numero all’interno del consiglio della Banca d’Inghilterra. Svariati membri del Monetary Policy Committee chiedono un aumento dei tassi all’inizio del prossimo anno. Pertanto, un’altra lettura al rialzo dell’IPC a settembre potrebbe portare a un numero ancora maggiore di falchi.

L’indice PMI indicherà dei rallentamenti nell’economia?

È anche il momento del mese in cui i punteggi PMI flash iniziano ad arrivare con maggiore frequenza.

Questa settimana vengono pubblicati i dati del Regno Unito e dell’UE, sulla scia dei rapporti del mese scorso che indicano che la crescita sta rallentando in queste due importanti economie.

Partiamo dal Regno Unito. L’indice flash composite IHS Markit di settembre ha indicato che la produzione è scesa ai livelli più bassi da febbraio. A settembre il punteggio del Regno Unito è arrivato a 54,1 punti, in calo rispetto ai 54,8 di agosto.

Sembra esserci uno stallo nella ripresa, mentre ci si avvia verso l’inverno. Una minore attività economica abbinata ad un’inflazione più alta non contribuiscono a creare le migliori condizioni per il futuro dell’economia britannica.

L’indice PMI relativo al settore dei servizi è sceso a 54,6 punti a settembre rispetto ai 55,0 di agosto, raggiungendo il livello più basso da febbraio, quando la Gran Bretagna era ancora in pieno lockdown. Il settore manifatturiero è sceso da 60,3 punti a 56,4, toccando anche in questo caso il livello più basso da febbraio.

Lo stesso vale dall’altra parte della Manica. La crescita in Europa è stata ostacolata dai problemi alle forniture, che lo scorso mese hanno spinto i costi di produzione ai massimi da 20 anni in tutta l’UE. I dati PMI saranno sulla stessa linea questo mese?

In termini di punteggi, la lettura dell’indice IHS composite ha mostrato che a settembre la crescita economica è scesa al minimo da cinque mesi a questa parte. A settembre l’UE ha raggiunto 56,1 punti contro i 59,0 di agosto.

Un risultato ben al di sotto delle previsioni del mercato. Un sondaggio di Reuters ha rivelato che economisti e analisti pensavano che la produzione sarebbe calata, ma ad un tasso molto più basso (58,5 punti).

In questo caso, i principali responsabili sembrano essere i problemi alla catena di approvvigionamento e un rallentamento generale della crescita del PIL. L’economia dell’UE si sta avvicinando alla sua dimensione pre-pandemia, perciò sulla carta era prevedibile un rallentamento, ma non così drastico.

Venerdì, quando arriveranno gli ultimi dati, c’è da aspettarsi una lettura dei dati PMI nell’UE più bassa.

Gli utili di Wall Street continuano ad arrivare: tocca ai titoli tecnologici

La prossima settimana, ci troveremo nel bel mezzo della stagione degli utili del terzo trimestre. Le grandi banche, tra cui Goldman Sachs, Citigroup e JPMorgan hanno dato iniziato la settimana scorsa. Ora saranno alcune tra le più grandi aziende tecnologiche ad alta capitalizzazione a condividere i loro ultimi dati finanziari.

Netflix e Tesla sono i due titoli principali da tenere d’occhio questa settimana. Entrambi hanno riportato ottimi risultati nel primo e nel secondo trimestre, ma hanno ventilato che le performance potrebbero iniziare a diminuire nel terzo trimestre del 2021.

Per ulteriori informazioni su quali aziende stanno riferendo sui loro guadagni, assicurati di dare un’occhiata al nostro calendario degli utili negli USA.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Mon 18-Oct  3:00am  CNY  GDP q/y 
  3:00am  CNY  Retail Sales y/y 
  2:15pm  USD  Industrial Production m/m 
  3:30pm  CAD  BOC Business Outlook Survey 
Tue 19-Oct   1:30am  AUD  Monetary Policy Meeting Minutes 
       
Wed 20-Oct  7:00am  GBP  CPI y/y 
  1:30pm  CAD  CPI m/m 
  1:30pm  CAD  Common CPI y/y 
  1:30pm  CAD  Median CPI y/y 
  1:30pm  CAD  Trimmed CPI y/y 
  3:30pm  USD  Crude Oil Inventories 
       
Thu 21-Oct  1:30pm  USD  Philly Fed Manufacturing Index 
    USD  Unemployment Claims 
       
Fri 22-Oct  7:00am  GBP  Retail Sales m/m 
  8:15am  EUR  French Flash Manufacturing PMI 
  8:15am  EUR  French Flash Services PMI 
  8:30am  EUR  German Flash Manufacturing PMI 
  8:30am  EUR  German Flash Services PMI 
  9:00am  EUR  Flash Manufacturing PMI 
  9:00am  EUR  Flash Services PMI 
  9:30am  GBP  Flash Manufacturing PMI 
  9:30am  GBP  Flash Services PMI 
  1:30pm  CAD  Core Retail Sales m/m 
  1:30pm  CAD  Retail Sales m/m 
  2:45pm  USD  Flash Manufacturing PMI 
  2:45pm  USD  Flash Services PMI 
  Tentative  USD  Treasury Currency Report 

 

I principali rapporti sugli utili

Tue 19 Oct  Wed 20 Oct  Thu 21 Oct  Fri 22 Oct 
Philip Morris International (PM)   Verizon Communications Inc (VZ)   AT&T (T)   American Express (AXP)  
       
Johnson & Johnson (JNJ)   International Business Machines (IBM)  Intel Corp (INTC)   Schlumberger Ltd (SLB)  
       
Procter & Gamble (PG)  Tesla Inc (TSLA)   Snap Inc A (SNAP)    
       
Netflix Inc (NFLX)        

 

La settimana che ci aspetta: In arrivo i dati sugli utili del terzo trimestre

Wall Street si animerà con l’arrivo dei dati sugli utili, quando questa settimana inizierà sul serio la stagione degli utili del terzo trimestre. Per quanto riguarda i dati, arriveranno quelli sull’IPC degli Stati Uniti; inoltre ci saranno novità anche dalla Fed, con le ultime note della riunione del FOMC.

I dati sull’IPC USA: una chiave di lettura dell’inflazione

Per prima cosa, mercoledì sarà reso noto il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo, che misura l’inflazione negli Stati Uniti.

Dopo la pubblicazione di settembre relativa ai dati di agosto, Jerome Powell e i suoi colleghi si attengono a quanto stabilito: l’alto livello dell’inflazione è un fenomeno passeggero. I numeri di mercoledì sosterranno questa versione?

Per meglio contestualizzare, l’ultimo rapporto relativo all’IPC pubblicato a settembre ha mostrato che la situazione si era leggermente calmata ad agosto. Fino a quel momento, i prezzi sottostanti erano aumentati al loro tasso più basso da sei mesi. Nel complesso, l’IPC è aumentato dello 0,3% dopo aver guadagnato lo 0,5% a luglio. Nei 12 mesi precedenti ad agosto, l’IPC è aumentato del 5,3% dopo aver toccato il 5,4% su base annua a luglio.

Tuttavia, diversi membri della Fed non sono preoccupati.

“Non mi sento a disagio nel pensare che questi prezzi elevati diminuiranno man mano che verranno affrontati i colli di bottiglia legati all’offerta”, ha affermato alla CNBC Charles Evans, presidente della Fed di Chicago. “Penso che questo periodo potrebbe essere più lungo del previsto, assolutamente, non ci sono dubbi al riguardo. Tuttavia, ritengo che sia improbabile un continuo aumento dei prezzi”.

I prezzi del carburante sono però in aumento. I prezzi di petrolio e gas sono saliti alle stelle la settimana scorsa. L’aumento dei prezzi del petrolio indica generalmente un aumento dei costi diretti di produzione e di trasporto in più settori, che possono quindi ricadere sui consumatori, con un conseguente aumento dei prezzi su tutta la linea. Detto questo, gli elevati costi dell’energia e i relativi effetti a catena potrebbero diventare più chiari nella stampa dell’IPC del mese prossimo e non già su quella di mercoledì.

I verbali della riunione del FOMC forniscono approfondimenti sul pensiero della Fed

Mercoledì ci sarà anche il rilascio dei verbali della riunione del FOMC di settembre.

Ora conosciamo il copione: i tassi devono rimanere bassi, e presto arriverà il tapering.

Detto questo, sappiamo anche che alcuni dei falchi all’interno della Fed prevedono aumenti dei tassi prima del previsto. La sensazione è che tassi più alti potrebbero arrivare l’anno prossimo.

Il presidente Powell ha anche aggiunto la sua voce al coro di quelli che mettono in guardia contro il mancato aumento del tetto del debito. Il segretario al Tesoro Janet Yellen ha avvertito che alla fine di settembre, senza un intervento specifico, il governo degli Stati Uniti potrebbe rimanere senza denaro contante.

Secondo Powell, l’insolvenza sul debito statunitense causerebbe “danni significativi” all’economia del Paese a stelle e strisce. Il presidente Biden ha indicato che esiste la concreta possibilità di un aumento del debito, perciò crisi potrebbe essere evitata.

In termini di direzione dell’economia, tuttavia, il tapering è probabilmente la misura più significativa. Si pensa che la Fed rimuoverà il supporto in modo incrementale fino a cancellarlo completamente entro la fine del 2022.

Si tratta di un segnale forte ad indicare che gli Stati Uniti mirano a tornare rapidamente alla normalità economica. Ma la minaccia di nuove varianti di COVID-19 incombe ancora. Speriamo che non ci sia una nuova variante Delta tale da determinare nuovi lockdown nel 2022, altrimenti la Fed si prenderà ancora una volta la colpa.

La stagione degli utili è ancora qui

Torniamo a Wall Street. Gli utili del terzo trimestre stanno per iniziare ad arrivare dalle aziende a grande capitalizzazione, mentre la stagione degli utili ricomincia questa settimana.

Come sempre, si partirà con le grandi banche d’investimento, che nel secondo trimestre hanno riportato numeri di crescita fantastici. Questo slancio continuerà? JPMorgan, Wells Fargo, Citigroup e Goldman Sachs, tra gli altri, avvieranno la stagione degli utili con il primo rapporto in arrivo da JP nella giornata di mercoledì.

Sebbene la crescita sembri rallentare rispetto ai risultati eccezionali del secondo trimestre del 2021, potremmo ancora avere un trimestre ad alte prestazioni. L’azienda statunitense FactSet, che analizza i dati finanziari, prevede che le società dello S&P500 godranno di una crescita degli utili del terzo trimestre del 27,6%, il terzo tasso di crescita degli utili più alto su base annua riportato dall’indice dal 2010.

Nel terzo trimestre ci saranno da affrontare anche ostacoli alla catena di approvvigionamento, che sono stati presenti per tutta la prima metà dell’anno; tuttavia, con l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia, potremmo assistere a un rallentamento dei risultati.

Di certo, aziende del calibro di Apple hanno avvertito che la crescita delle vendite subirà un rallentamento verso la fine dell’anno. Vedremo cosà succederà.

Il nostro calendario della stagione degli utili negli Stati Uniti ti terrà aggiornato su quali aziende a grande capitalizzazione riferiranno sui propri utili, così che potrai pianificare le tue operazioni in base ai rapporti sugli utili di questo trimestre. Di seguito troverai anche un elenco delle aziende che riferiranno questa settimana.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1  Asset  Event 
Tue Oct-12  10:00am  EUR  ZEW Economic Sentiment 
  10:00am  EUR  German ZEW Economic Sentiment 
  3:00pm  USD  JOLTS Job Openings 
       
  6:01pm  USD  10-y Bond Auction 
Wed Oct-13  1:30pm  USD  CPI m/m 
  1:30pm  USD  Core CPI m/m 
  6:01pm  USD  30-y Bond Auction 
  7:00pm  USD  FOMC Meeting Minutes 
       
Thu Oct-14  1:30am  AUD  Employment Change 
  1:30am  AUD  Unemployment Rate 
  1:30pm  USD  PPI m/m 
  1:30pm  USD  Core PPI m/m 
  1:30pm  USD  Unemployment Claims 
  4:00pm  USD  Crude Oil Inventories 
       
Fri Oct-15  1:30pm  USD  Core Retail Sales m/m 
  1:30pm  USD  Retail Sales m/m 
  1:30pm  USD  Empire State Manufacturing Index 
  3:00pm  USD  Prelim UoM Consumer Sentiment 
  Tentative  USD  Treasury Currency Report 

 

Key earnings data 

Wed 13 Oct  Thu 14 Oct  Fri 15 Oct 
JPMorgan Chase & Co (JPM) PMO  Bank of America Corp (BAC) PMO  Goldman Sachs Group Inc (GS) PMO 
     
Wells Fargo & Co (WFC) E  Citigroup Inc (C) PMO  Goldman Sachs Group Inc (GS) PMO 
     
  Morgan Stanley (MS) PMO   

 

La settimana che ci aspetta: Il nuovo mese porta con sé il nuovo rapporto sui nonfarm payroll

Il nuovo mese porta con sé il nuovo rapporto sui nonfarm payroll. I mercati sperano che il cattivo risultato di agosto sia stato solo un caso. Anche le banche centrali australiana e neozelandese preparano dichiarazioni importanti, mentre l’OPEC+ si riunisce per i colloqui politici di ottobre.

Indipendentemente dal tapering, il rapporto sui nonfarm payroll di venerdì è ancora di grande rilevanza per gli Stati Uniti.

I mercati cercheranno di capire se c’è un’inversione nelle fortune del mercato del lavoro americano dopo che i dati di agosto sono scesi molto al di sotto delle aspettative. I nonfarm payroll sono stati pari a 275.000 unità ad agosto, mancando di parecchio le aspettative di mercato, che erano pari a 750.000 unità.

Il tasso di disoccupazione è sceso leggermente, attestandosi al 5,2%, mentre la partecipazione alla forza lavoro è rimasta invariata al 61,7%. Le paghe orarie sono cresciute dello 0,6% ad agosto, superando le previsioni del mercato di un aumento dello 0,3%.

Sappiamo che Jerome Powell e la Fed sono ben felici di avere questo tipo di notizie dal mercato del lavoro. Ma nonostante i dati di settembre, sappiamo che il tapering è in arrivo, probabilmente a novembre. Naturalmente, se il rapporto di questo venerdì sarà davvero scioccante, potrebbe verificarsi un’incrinatura dei piani di tapering della Fed, ma tutti gli indicatori suggeriscono ci troviamo sulla buona strada verso il tapering.

Tuttavia, il presidente della Fed Powell crede ancora che gli Stati Uniti siano ancora ben lontani dal tasso di occupazione che lui stesso si augura.

Durante un discorso della scorsa settimana, Powell ha affermato: “Ciò che ho detto la settimana scorsa è che avevamo quasi superato il test per il tapering. Ho chiarito che secondo me siamo ben lungi dal superare il test per la massima occupazione”.

Quando arriverà quel momento? Secondo un recente sondaggio condotto dalla National Association for Business Economics, il 67% degli economisti che hanno partecipato alla rilevazione ritiene che i livelli di lavoro raggiungeranno i livelli pre-pandemia entro la fine del 2022. Poco meno di un terzo stima che il recupero del mondo del lavoro non avverrà fino al 2023.

C’è ancora un lungo percorso da fare verso il pieno recupero. Tuttavia, abbiamo osservato più volte nel 2021 che i nonfarm payroll sono aumentati dopo che il mese precedente era stato deludente.

Il balzo da gennaio a febbraio, ad esempio, è stato da -306.000 a +233.000 unità. I nonfarm payroll sono aumentati da 269.000 a 614.000 unità tra aprile e maggio 2021. In questo caso c’è un precedente.

Più di 7,5 milioni di americani hanno anche visto un taglio dei loro sussidi alla disoccupazione del periodo pandemici. I versamenti di 300 USD sono stati sospesi dall’inizio di settembre, quando il governo ha iniziato a ridurre gli aiuti fiscali. Questo potrebbe essere un catalizzatore per favorire più assunzioni? Forse lo scopriremo nell’emissione dei nonfarm payroll di venerdì.

Fuori dagli Stati Uniti, entrambe le principali banche centrali dall’altra parte del pianeta dovrebbero rilasciare le loro più recenti dichiarazioni sui tassi questa settimana.

A partire dall’Australia, il governatore Phillip Lowe e i suoi colleghi sembravano decisi a muoversi verso una politica più flessibile durante la riunione della Reserve Bank of Australia tenutasi a settembre. Pertanto, i mercati non prevedono drastici cambiamenti a ottobre.

In Australia i tassi di interesse sono rimasti bassi come per tutto l’ultimo anno e mezzo. La Reserve Bank of Australia resta impegnata a non aumentare il tasso di liquidità “fino a quando l’inflazione effettiva non sarà sostenibile all’interno dell’intervallo target del 2-3%”.

La dichiarazione di settembre ha rivelato alcuni leggeri cambiamenti.

Il tasso di cassa e il tasso di controllo a tre anni sono rimasti tutti allo 0,1%, ma la modulazione della riduzione del programma di acquisto di obbligazioni è stata variata. In origine, il programma avrebbe dovuto essere rivisto entro novembre, essendo stato ridotto di 4 miliardi di AUD a settimana a luglio. Ora, sarà mantenuto a quel livello almeno fino a febbraio 2022.

Sostanzialmente, significa che il ritmo degli acquisti di asset della Reserve Bank of Australia non rallenterà fino al prossimo mese di febbraio. Dopo l’incontro di luglio, si pensava che la Banca avrebbe iniziato a rivedere l’acquisto di obbligazioni ogni tre mesi, prima di eliminarlo del tutto nel corso dell’anno. Tuttavia, sembra che non sia ancora giunto il momento.

In ogni caso, non ci aspettiamo davvero delle notizie mirabolanti artificio martedì mattina, quando la Reserve Bank of Australia pubblicherà la sua dichiarazione sui tassi per il mese di ottobre.

I mercati potrebbero invece aver previsto mosse più aggressive da parte della Reserve Bank of New Zealand, ma i recenti commenti dell’assistente del governatore Christian Hawksby paiono indicare che qualsiasi discussione su un importante aumento dei tassi di cassa è prematura.

“Le banche centrali di tutto il mondo tendono a seguire un percorso più agevole e a mantenere invariato il loro tasso di riferimento o a muoversi con incrementi di 25 punti base”, ha dichiarato Hawksby, mettendo fine a qualsiasi voce di un aumento di 50 punti base del tasso di cambio dello 0,25% della Nuova Zelanda.

Invece, è probabile che venga seguito un percorso incrementale prima che i tassi raggiungano l’1,5% entro la fine del 2022.

Ma, come sempre, resta la grande ombra del COVID-19 ad incombere sulla politica fiscale della Nuova Zelanda. Di recente, la nazione è tornata in lockdown dopo un aumento dei casi della variante Delta. Nonostante i contagi stiano iniziando a risalire, il piccolo numero di incidenti potrebbe essere stato sufficiente ad innervosire la Reserve Bank of New Zealand.

Secondo la Reuters, mercoledì i mercati hanno scommesso su una probabilità del 60% dell’aumento dei tassi quando parlerà il governatore Orr.

Infine, l’OPEC e i suoi alleati si incontreranno ancora una volta per il loro incontro mensile e la riunione politica di lunedì.

Con prezzi e domanda ad alti livelli, probabilmente vedremo un’automatica approvazione di un aumento della produzione nel prossimo futuro. L’OPEC+ si è impegnata a produrre altri 400.000 barili al giorno ogni mese fino alla fine dell’anno prossimo, nel tentativo di recuperare le perdite causate dalla pandemia.

Secondo il Monthly Oil Market Report di settembre, l’OPEC+ ritiene che la domanda supererà i livelli del 2019 entro la fine del 2022.

Con il greggio Brent attorno agli 80 USD mentre scriviamo questo articolo, negli Stati Uniti stanno suonando campanelli d’allarme sul prezzo della benzina. Storicamente, gli Stati Uniti hanno sempre goduto di prezzi della benzina molto più bassi rispetto ad altre nazioni sviluppate, e tutto ciò che è considerato inaccettabile da Joe Sixpack e Joe Biden.

Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti sono attualmente in trattativa con l’OPEC per aumentare ulteriormente i volumi e risolvere questo problema, forse ignorando il fatto che lo shale statunitense è pronto ad incrementare di almeno 800.000 barili al giorno le forniture globali una volta che sarà operativo.

L’OPEC+ è comunque una creatura a sé stante. Tutto le sue azioni sono nell’interesse dei suoi Stati membri, dei suoi alleati e dei prezzi mondiali del petrolio nel loro insieme. Non sappiamo se gli appelli di Biden cadranno nel vuoto, ma sarebbe così sorprendente vedere OPEC e JMMC attenersi alla propria agenda in ottobre e anche oltre.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Mon 04-Oct  All Day  OIL  OPEC-JMMC Meetings 
       
Tue 05-Oct  4.30am  AUD  RBA Rate Statement 
  4.30am  AUD  Cash Rate 
  3.00pm  USD  ISM Services PMI 
       
Wed 06-Oct  2.00am  NZD  Official Cash Rate 
  2.00am  NZD  RBNZ Rate Statement 
  1.15pm  USD  ADP Nonfarm Employment Change 
  3.30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 07-Oct  3.30pm  GAS  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 08-Oct  1.30pm  CAD  Employment Change 
  1.30pm  CAD  Unemployment Rate 
  1.30pm  USD  Average Hourly Earnings m/m 
  1.30pm  USD  Nonfarm Employment Change 
  1.30pm  USD  Unemployment Rate 
  Tentative  USD  Treasury Currency Report 

La settimana che ci aspetta: I dati sulla PCE degli Stati Uniti accelereranno la decisione di tapering della Fed?

All’ordine del giorno questa settimana: Il mondo politico salutiamo Angela Merkel, e la Germania dovrà affrontare il futuro senza la sua leadership per la prima volta da più di un decennio. Vedremo anche una serie di pubblicazioni di importanti dati dagli Stati Uniti, tra cui l’indice di inflazione preferito dalla Fed e le statistiche sul PIL canadese. Calerà di nuovo?

Sappiamo bene che la Fed adora i dati sulla spesa per i consumi personali (PCE, Personal Consumption Spending). La spesa per consumi personali è il suo indice preferito per calcolare l’inflazione, e potrebbe portare la Fed ad anticipare il tanto discusso tapering, in base all’andamento dei dati di agosto.

Il mercato è ampiamente concorde sul fatto che la Fed inizierà a ritirare il suo sostegno economico a novembre o dicembre, quindi la questione si sposta sul possibile aumento vertiginoso dei tassi. La Fed ha già aumentato al 3,7% la sua previsione di inflazione PCE di base per il 2021, dal 3% di giugno: si rendono conto che la questione si sta facendo scottante. Il presidente Powell ha anche già praticamente annunciato che la Fed inizierà il tapering quest’anno. La domanda ora è se la Fed dovrà rivedere queste previsioni ancora più al rialzo, e cosa potrebbe significare per il percorso di rialzo dei tassi di interesse. Se questa settimana vedremo una lettura superiore alle aspettative, sorgeranno preoccupazioni in questo senso.

Ovviamente, sono in gioco altri fattori esterni. Va inoltre sottolineato che il balzo dello 0,4% di luglio è stato in linea con le aspettative, con un rallentamento rispetto alle cifre di giugno.

A luglio il tasso di inflazione complessivo ha raggiunto il 4,2%. Passando ai dati sull’indice dei prezzi al consumo riportati di recente, ad agosto il costo dei beni di consumo è cresciuto del 5,3%. Si tratta di un risultato in linea con le previsioni. Questo dato può anche essere un indicatore di ciò che avverrà con i dati sulla spesa per i consumi personali.

La Fed ha dichiarato di voler lasciare che l’inflazione superi l’obiettivo del 2%, in quanto considera che gli attuali alti livelli siano “transitori”.

Gli Stati Uniti, come praticamente tutte le principali economie, stanno uscendo dalla fase pandemica e stanno cercando di ritrovare una parvenza di normalità. Potrebbe darsi che l’inflazione continui a surriscaldare il mondo economico prima di esaurirsi nel 2022 e svanire.

I dati più recenti sulla spesa per i consumi personali verranno resi noti venerdì.

A tutto ciò è legata la fiducia dei consumatori statunitensi. Com’è logico, prezzi più alti indicano un calo della fiducia dei consumatori. Questo è stato visto nei dati di agosto, e potrebbe essere lo stesso martedì pomeriggio, quando vedremo i dati relativi al mese di settembre.

Ad agosto, la fiducia dei consumatori è scesa ai minimi da sei mesi. L’indice del Conference Board, dopo la lettura di luglio pari a 125,1, è stato rivisto al ribasso a 113,8 punti.

“Le preoccupazioni legate alla variante Delta, e in misura minore, all’aumento dei prezzi del gas e del cibo, hanno portato a una visione meno favorevole delle attuali condizioni economiche e delle prospettive di crescita sul breve termine”, ha affermato per spiegare il calo Lynn Franco, direttrice senior degli indicatori economici presso il Conference Board.

Finora negli Stati Uniti sono stati registrati oltre 39 milioni di casi di COVID-19 nel corso della pandemia.

Fuori dagli Stati Uniti, la Germania volta pagina dopo l’ultimo mandato di Angela Merkel come Cancelliere. Dopo 16 anni, la Merkel fa un passo indietro, e le nuove elezioni hanno il sapore di entusiasmanti cambiamenti.

Per la fine di oggi, la Germania avrà un nuovo cancelliere. Olaf Scholz, leader della SPD, è il favorito nella corsa alle elezioni, e pare in grado di superare i rivali della CDU e dei Verdi.

Detto questo, si pensa che i Verdi, che inizialmente erano sulla buona strada per ottenere il loro migliore risultato prima che i tedeschi andassero al voto, potrebbero diventare il principale alleato della SPD in una nuova coalizione.

La nostra esperta di macroeconomia e di politica Helen Thomas aveva dato un’anticipazione sulle ultime elezioni federali tedesche. Le sue previsioni si sono rivelate corrette?

Parlando di elezioni, i canadesi sono andati di recente alle urne con un’aria di nuovi cambiamenti politici, e il primo ministro Trudeau è riuscito a tenere le redini per un terzo mandato. I liberali non hanno raggiunto la maggioranza, il che potrebbe rendere interessanti le mosse economiche della nazione.

Questo mese verranno pubblicate le cifre del PIL mensile del Canada, dopo una contrazione dell’1,1%. Le stime aveano previsto una crescita del 2,5%, quindi anche con le elezioni anticipate che hanno visto Trudeau mantenere il potere, le sfide di ieri saranno le stesse che il paese dovrà affrontare nel prossimo futuro.

Tiff Macklem, governatore della banca del Canada, sostiene che la ripresa economica “continuerà a richiedere lo stesso straordinario livello di sostegno”. Non sono previste modifiche alla politica economica, nonostante la fiacchezza del PIL mostrata a partire dal mese scorso. Forse questo mese assisteremo ad un’inversione di tendenza o ad una confusione causate dal fervore elettorale.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Sun 26-Sep  All Day  EUR  German Federal Elections 
       
Tue 28-Sep  2.30am  AUD  Core Retail Sales m/m 
  3.00pm  USD  CB Consumer Confidence 
       
Wed 29-Sep  3.30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 30-Sep  2.00am  CNH  China Manufacturing PMI 
  1.30pm  CAD  GDP m/m 
       
Fri 01-Oct  8.55am  EUR  German Final Manufactuing PMI 
  1.30pm  USD  Core PCE Index m/m 
  3.00pm  USD  ISM Manufacturing PMI 

 

La settimana che ci aspetta: Le banche centrali in primo piano

La settimana che ci aspetta sarà incentrata sulle dichiarazioni delle banche centrali. Ne avremo tre di seguito: la prima arriverà dalla BCE. Le sue prospettive accomodanti vanno in direzione opposta alla Reserve Bank of Australia e alla Bank of Canada, che ultimamente hanno assunto un atteggiamento più aggressivo. Non ci aspettiamo grandi cambiamenti di linea, ma nel mondo dell’economia le sorprese non sono mai finite.

Le ultime indiscrezioni sul pensiero della Banca Centrale Europea sono arrivate grazie ai verbali della riunione di luglio. In una realtà in cui le banche centrali stanno iniziando ad assumere posizioni più aggressive, la BCE è ancora relativamente accomodante.

La BCE ha annunciato la sua prima importante politica finanziaria strategica a luglio. Gli obiettivi legati all’inflazione sono stati rivisti rispetto al tentativo di mantenerla al di sotto del 2%, adottando nello specifico l’obiettivo di un’inflazione principale al 2%. Da allora, l’inflazione nell’area Euro è salita al massimo decennale del 3%, il che probabilmente infonderà coraggio i falchi nel Consiglio direttivo.

Tutto davvero molto bene. E per quanto riguarda il COVID-19? La pandemia non è affatto conclusa, ma alcuni membri chiave del consiglio di amministrazione della BCE sono tuttavia fiduciosi che l’impatto della variante Delta non potrà ostacolare il ritorno della crescita in Europa.

Non sono previste particolari opposizioni. Il sentiment è positivo.

“Direi che grossomodo non siamo troppo lontani da quello che ci aspettavamo a giugno per l’intero anno”, ha riferito mercoledì a Reuters Philip Lane, capo economista della BCE. “Si tratta di un quadro ragionevolmente ben bilanciato”.

Cosa importante, la BCE ha affermato che manterrà una posizione “costantemente accomodante” in futuro. È probabile che i tassi di interesse restino ai livelli attuali, che sono eccezionalmente bassi. Non ci aspettiamo di osservare tanto presto uno spostamento verso posizioni più aggressive.

Per quanto riguarda l’Australia, la RBA è stata piuttosto ottimista nelle sue ultime comunicazioni. Martedì mattina arriverà una nuova dichiarazione sui tassi dalla Reserve Bank of Australia, e non ci aspettiamo che essa si allontani troppo dal suo corso attuale:

vale a dire che la riduzione del programma di acquisto di obbligazioni della RBA continuerà, con l’obiettivo di ridimensionarlo da settembre in poi. Anche i tassi resteranno probabilmente bassi. Non ci aspettiamo nessun aumento prima della fine del 2022.

Molto dipenderà dalla solidità dell’economia australiana alla luce dei crescenti casi di coronavirus e dei lockdown localizzati.

“Il consiglio sarebbe pronto ad agire, in risposta a ulteriori cattive notizie sul fronte sanitario, se ciò dovesse portare ad un’ancora più significativa battuta d’arresto per la ripresa economica”, ha affermato la RBA nei verbali della riunione di agosto. “Fino ad ora l’esperienza è stata che, una volta contenuti i focolai del virus, l’economia si è ripresa rapidamente”.

Il governatore Lowe e i suoi colleghi hanno affermato che non è molto probabile che si verifichi una recessione, anche se le prospettive di crescita per il 2021 sono state riviste. Quest’anno la RBA prevede una crescita annua intorno al 4%, in calo rispetto al 4,75% previsto in precedenza, ma in incremento al 4,25% entro la fine del 2022.

A concludere la serie di dichiarazioni delle banche centrali toccherà alla Bank of Canada. La BOC è una delle banche centrali più aggressive del mondo e si è spostata piuttosto rapidamente verso il taglio dell’acquisto di obbligazioni, pur mantenendo il suo tasso overnight allo 0,25%.

La BOC ha segnalato che la nuova ondata di infezioni e blocchi nel secondo trimestre ha frenato la crescita; tuttavia la banca è fiduciosa che ci sarà un rapido incremento verso la fine dell’anno.

La banca centrale ha affermato che ora l’economia canadese dovrebbe crescere del 6% nel 2021, in calo rispetto alle previsioni di aprile del 6,5%, mentre ha rivisto al rialzo la stima di crescita del 2022, dal 3,7% al 4,6%.

Un elevato livello di inflazione è ancora nell’aria: le letture dovrebbero restare pari o superiori al 3% fino al 2022. Cifre piuttosto alte, e nella parte superiore della forbice 1-3% indicata dalla BOC. Tuttavia, la banca è fiduciosa che questa situazione sia passeggera, ed è improbabile che forzi la mano verso un ripensamento della politica.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Tue 7-Sep  5.30am  AUD  RBA Rate Statement 
  5.30am  AUD  Cash Rate 
  10.00am  EUR  ZEW Economic Sentiment 
  10.00am  EUR  German ZEW Economic Sentiment 
       
Wed 8-Sep  3.00pm  CAD  BOC Rate Statement 
  3.00pm  CAD  Ivey PMI 
  3.00pm  CAD  Overnight Rate 
  Tentative  CAD  BOC Press Conference 
       
Thu 9-Sep  12.45pm  EUR  Monetary Policy Statement 
  12.45pm  EUR  Main Referencing Rate 
  1.30pm  EUR  ECB Press Conference 
  1.30pm  USD  Unemployment Claims 
  3.30pm  GAS  US Natural Gas Inventories 
  4.00pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Fri 10-Sep  1.30pm  CAD  Employment Change 
  1.30pm  CAD  Unemployment Rate 
  1.30pm  USD  PPI m/m 
  1.30pm  USD  Core PPI m/m 
  Tentative  GBP  Monetary Policy Hearings 

La settimana che ci aspetta: I nonfarm payroll sotto i riflettori

Questa settimana tutto sarà incentrato sui più importanti attori economici. Il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti relativo al mese di agosto sarà pubblicato venerdì, mentre la settimana inizierà con gli ultimi dati dei PMI manifatturieri cinesi. Anche l’OPEC e i suoi alleati terranno riunioni, rendendo la prossima settimana molto impegnativa per l’economia globale.

Negli ultimi 18 mesi il mercato del lavoro statunitense è stato in grado di toccare minimi epocali e nuovi vertiginosi picchi di crescita. La pandemia ha sicuramente fatto la sua parte, ma abbiamo anche osservato una nuova vitalità scorrere nel cuore economico degli Stati Uniti, con più lavoratori a riempire i vuoti occupazionali.

Basta esaminare i nonfarm payroll del mese scorso. I dati di luglio hanno registrato 943.000 nuovi posti di lavoro aggiunti all’economia, ben al di sopra delle aspettative.

I dati sull’occupazione per il mese di agosto verranno pubblicati venerdì. Ovviamente i mercati presteranno molta attenzione a questi dati. Dopotutto, si tratta della pubblicazione più importante di tutto il mese. Ma il rapporto di questa settimana sul mercato del lavoro assume un nuovo carattere, date le tendenze che abbiamo visto nel 2021.

Ad esempio, i nonfarm payroll di aprile si sono attestati a 785.000 nuovi posti di lavoro, con un incremento mensile di oltre 200.000 unità. Tuttavia, a maggio la relazione sui nonfarm payroll ha visto una contrazione di oltre 500.000 posti di lavoro, arrivando a quota 269.000.

Giugno e luglio sono stati due mesi consecutivi in crescita, ma non si può fare di ogni erba un fascio. Nel recente passato abbiamo già visto dei dati eccezionali lasciare il posto a una crescita stentata il mese successivo.

La Federal Reserve ha esplicitamente legato le sue decisioni politiche alla salute del mercato del lavoro, quindi questo rapporto sarà di particolare interesse sulla scia del simposio di Jackson Hole della scorsa settimana.

Nuovo mese, nuovo rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, ma anche una nuova serie di riunioni dell’OPEC+.

La settimana scorsa i benchmark di WTI e Brent sono scesi ai minimi da 3 mesi a questa parte, anche se da allora sono tornati leggermente a crescere, con il Brent che ha superato la soglia dei 70 USD e il WTI oltre i 67 USD.

Il cambio delle aspettative sulla domanda hanno pesato sui prezzi del greggio. I principali importatori hanno introdotto restrizioni ai viaggi o nuovi lockdown. Ad esempio, alcuni porti petroliferi cinesi sono stati chiusi a causa dell’aumento dei casi della variante Delta del COVID-19.

Tuttavia, l’OPEC+ finora ha tenuto duro: resta vivo l’impegno ad aumentare la produzione di circa 400.000 barili al giorno per ogni mese da agosto in poi. Inoltre, non c’è stato alcun motivo tale da far incrementare quella cifra su sollecitazione del presidente Biden. Per ora, il livello è di 400.000 barili al giorno in più per ogni mese.

È importante ribadire che tutto ciò che l’OPEC e i suoi alleati hanno fatto quest’anno è stato sostenere i prezzi del petrolio. Con l’aumento dei casi di COVID-19 in tutto il mondo, il filo del rasoio tra domanda e offerta su cui sta camminando il cartello potrebbe essersi assottigliato ulteriormente, ma l’OPEC+ sta probabilmente puntando sulla diffusione del vaccino per riuscire a recuperare.

Sappiamo tutti che il petrolio rappresenta un fattore chiave per la crescita economica nel nostro attuale sistema economico mondiale basato sui combustibili fossili. La Cina è il più grande importatore mondiale di greggio, quindi la sua produzione manifatturiera è oggetto di un attento esame, soprattutto alla luce del possibile calo delle importazioni di petrolio negli ultimi due mesi.

Nella lettura del PMI manifatturiero di agosto potremmo osservare gli effetti del un calo del consumo di petrolio e dell’aumento dei casi di variante Delta nell’ultimo mese.

La lettura di luglio di 50,4 punti è stata la più bassa degli ultimi 15 mesi. Il valore di 51,3 registrato a giugno è rappresentato un leggero aumento rispetto al 51,0 di maggio, ma la tendenza per la produzione industriale della seconda economia più grande del mondo sembra improntata ad un rallentamento.

Chiudere i porti non gioverà affatto alla produzione industriale, e nemmeno l’attuale prezzo elevato delle materie prime. La carenza di manodopera e l’aumento dei costi diretti hanno contribuito a rallentare anche la produzione nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Non si tratta perciò di un fenomeno localizzato esclusivamente in Cina.

Una lettura del PMI sopra 50 punti indica che si è ancora in fase di crescita, ma si osserva anche che la Cina sta pericolosamente scendendo sotto quel valore. La pubblicazione dei dati PMI di martedì renderà tutto più chiaro.

 

I principali dati economici

 

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Mon 30-Aug  3.00pm  USD  US Pending House Sales 
       
Tue 31-Aug  2.00am  CNH  Manufacturing PMI 
  1.30pm  CAD  GDP m/m 
  2.45pm  USD  Chicago PMI 
  3.00pm  USD  CB Consumer Confidence 
       
Wed 01-Sep  ALL DAY  OIL  OPEC Meetings 
  ALL DAY  OIL  OPEC-JMMC Meetings 
  2.30am  AUD   GDP m/m 
  8.55am  EUR  German Final Manufacturing PMI 
  1.15pm  USD  ADP Nonfarm Employment Change 
  3.00pm  USD  ISM Manufacturing PMI  
  3.30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 02-Sep  3.30pm  GAS  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 03-Sep  1.30pm  USD  US Nonfarm Payrolls 
  1.30pm  USD  Average Hourly Earnings 
  1.30pm  USD  Unemployment Rate 
  3.00pm  USD  ISM Services PMI 
  Tentative  GBP  Monetary Policy Report Hearings 

La settimana che ci aspetta: Tutti gli occhi puntati su Jackson Hole

Il simposio di Jackson Hole è il grande evento di questa settimana.

Questo raduno annuale dei principali responsabili politici, promotori e agitatori finanziari statunitensi e internazionali è stato a lungo utilizzato per interrompere i principali cambiamenti politici. I mercati prevedono che il presidente della Fed Jerome Powell utilizzerà l’incontro di quest’anno per annunciare cambiamenti delle politiche di Quantitative Easing e dei pacchetti di stimolo.

Powell potrebbe utilizzare il simposio per annunciare la cancellazione dell’attuale programma di acquisto di obbligazioni. La Fed ha ventilato questa possibilità nei suoi incontri di luglio, e ci sono state molte voci sul fatto che sia in arrivo un ritiro dal programma, ma per il momento trader e investitori devono ancora ricevere il via libera ufficiale.

Al momento, la Fed sta ancora acquistando 120 miliardi di USD in asset a reddito fisso ogni mese. 80 miliardi provengono da titoli del Tesoro, mentre i restanti 40 miliardi da titoli garantiti da ipoteca. Tutto ciò faceva parte del pacchetto di idee per aiutare a sostenere l’economia statunitense devastata dal COVID.

Gli operatori obbligazionari e i mercati valutari in particolare osserveranno con interesse l’incontro di giovedì. La chiarezza sul corso dell’economia e le idee di indirizzo per superare questo momento dominato dalla variante Delta serviranno per placare le loro paure. Ora dipende da Powell.

Dall’inizio dell’anno, l’economia ha accelerato rapidamente, anche se la crescita del PIL dell’ultimo trimestre non ha soddisfatto le aspettative. Ma rapidi aumenti possono determinare nuove sfide, che in questo caso hanno la forma dell’inflazione. Anche l’IPC e il IPP continuano a crescere a tassi record e, sebbene Powell si sia accontentato di lasciare che l’economia si surriscaldasse, ora farebbe meglio a indossare delle presine da forno, per evitare che siano le sue dita a bruciarsi.

Parlando di inflazione, sono in arrivo ulteriori dati sull’impatto che sta avendo con i dati che verranno pubblicati venerdì relativi alle cifre dell’indice della spesa per consumi personali, l’indicatore dell’inflazione preferito dalla Fed.

La crescita di questo indice è stata dello 0,4% a luglio, al di sotto dello 0,6% previsto, ma in aumento del 3,5% su base annua. Visto che è cresciuto rapidamente negli ultimi due mesi, senza dubbio Powell e compagnia terranno d’occhio il rilascio dei dati di venerdì.

Ulteriori indicatori della salute economica sono in dai nuovi dati degli indici PMI di lunedì mattina. Riceveremo quindi aggiornamenti con giudizi sulla produzione aziendale americana, nonché approfondimenti di IHS Markit sull’attività britannica ed europea.

Lunedì verranno pubblicate le letture PMI flash degli Stati Uniti relative alla produttività del settore manifatturiero e dei servizi. Ci sarà molto da esaminare quando questi dati verranno resi noti, in particolare perché le cifre di luglio indicano una crescita solida ma lenta dell’attività commerciale americana.

Sia il settore dei servizi che quello manifatturiero continuano a risentire della doppia morsa dell’inflazione e del COVID-19. La produzione industriale ha causato un calo dell’indice manifatturiero dalla quota di 63,7 punti di giugno ai 59,7 di luglio (il minimo da quattro mesi), mentre anche il settore dei servizi è sceso da 64,6 a 59,8 punti.

L’aumento dei costi diretti di produzione, la carenza di personale e l’impennata dei prezzi delle materie prime stanno limitando la crescita. Intendiamoci: una lettura superiore a 50 indica una crescita, tuttavia sembra che si stia verificando un rallentamento della produttività americana.

Lo stesso si può dire del Regno Unito, secondo i suoi dati PMI. Le letture di agosto dell’indice saranno pubblicate lunedì mattina, ma abbiamo già osservato che a frenare la produzione ci sono stati colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento e un basso numero di occupati.

Il punteggio dell’indice PMI dei servizi per il mese di luglio nel Regno Unito, stilato IHS Markit, è stato di 59,6 punti: un calo piuttosto significativo rispetto ai 62,4 punti registrati di giugno. Il settore manifatturiero ha mostrato un calo simile, attestandosi a 59,2 punti rispetto ai 62,2 della lettura precedente.

“Sempre più aziende stanno sperimentando limitazioni alla crescita dovute alla carenza di offerta di manodopera e materiali, mentre sul versante della domanda abbiamo già assistito alla fase di picco di spesa dei consumatori fino ad ora repressa”, ha affermato il direttore economico di IHS Markit, Tim Moore.

Al contrario, la produttività dell’Unione Europea ha mostrato un’impennata a luglio. L’indice composito finale dei responsabili degli acquisti di IHS Markit ha raggiunto 60,2 punti a luglio, il livello più alto da giugno 2006, indicando risultati solidi sia nel settore dei servizi che in quello manifatturiero.

Tuttavia, per sostenere tutto questo, l’UE dovrà stare attenta a evitare gli ostacoli della logistica e del mercato del lavoro che hanno già colpito il Regno Unito e gli Stati Uniti. È improbabile che ciò avvenga, quindi è lecito aspettarsi una lettura più bassa ad agosto.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)   Asset  Event 
Mon 23-Aug  8.15am  EUR  French Flash Manufacturing PMI 
  8.15am  EUR  French Flash Services PMI 
  8.30am  EUR  German Flash Manufacturing PMI 
  8.30am  EUR  German Flash Services PMI 
  9.00am  EUR  Flash Manufacturing PMI 
  9.00am  EUR  Flash Services PMI 
  9.30am  GBP  Flash Manufacturing PMI 
  9.30am  GBP  Flash Services PMI 
  2.45pm  USD  Flash Manufacturing PMI 
  2.45pm  USD  Flash Services PMI 
       
Wed 24-Aug  3.30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 25-Aug  ALL DAY  USD  Jackson Hole Symposium 
  1.30pm  USD  Preliminary GDP q/q 
  1.30pm  USD  Unemployment Claims 
       
Fri 26-Aug  ALL DAY  USD  Jackson Hole Symposium 
  1.30pm  USD  Core PCE Price Index m/m 

 

La settimana che ci aspetta: I verbali del FOMC chiariscono il pensiero della Fed

Questa settimana verranno pubblicati gli ultimi verbali della riunione del FOMC, che forniranno informazioni sui lavori all’interno della Fed. Inoltre, verranno pubblicati altri importanti dati. Al centro dell’attenzione ci saranno le vendite al dettaglio negli Stati Uniti, dopo un balzo inaspettato a giugno; inoltre verranno resi noti gli ultimi dati sull’IPC relativi all’economia britannica.

Questa settimana verranno pubblicati i verbali della riunione del FOMC di luglio.

Le cose sono rimaste più o meno allo stesso punto rispetto a quando la Fed si è riunita per il suo incontro mensile di due giorni il mese scorso.

I tassi di interesse non sono stati alzati dal loro attuale livello storicamente basso, e la Fed non ha annunciato il momento in cui modificherà il suo programma di acquisto di obbligazioni da 120 miliardi di dollari al mese.

“Lo scorso dicembre, il Comitato ha indicato che avrebbe continuato ad aumentare le sue disponibilità di titoli del Tesoro di almeno 80 miliardi di dollari al mese e di titoli garantiti da ipoteca da parte dell’agenzia di almeno 40 miliardi di dollari al mese fino a quando non sarebbero stati compiuti ulteriori progressi sostanziali verso il raggiungimento dell’occupazione massima e verso gli obiettivi di stabilità dei prezzi”, ha affermato il FOMC in una nota. “Da allora, l’economia ha compiuto dei passi in avanti verso questi obiettivi, e il Comitato continuerà a valutare i progressi nelle prossime riunioni”.

Il tema sottotraccia è che l’economia si sta riprendendo, nonostante il rapido aumento dei casi di Covid-19. Tuttavia, i cambiamenti prevalenti nell’economia, derivanti dalla pandemia, potrebbero costringere il presidente Powell ad agire più rapidamente del previsto.

E’ vero che abbiamo assistito a un aumento dell’inflazione di base nei vari rilasci dell’IPC, ma è altrettanto vero che abbiamo assistito a un calo del tasso di occupazione. I dati relativi ai nonfarm payroll del mese scorso sono stati tra i più solidi da molti anni a questa parte, con ben 943.000 nuovi posti di lavoro creati nell’economia statunitense. Anche il tasso di disoccupazione è calato al 5,4%.

La reattività del mercato del lavoro è uno dei dati di misurazione più importanti che la Fed sta utilizzando per valutare la salute economica degli Stati Uniti e apportare modifiche alle sue politiche. Alcune indiscrezioni suggeriscono che il taglio degli acquisti di obbligazioni è in arrivo, ed esse potrebbero prendere il posto delle valutazioni che otterremo dalla pubblicazione del verbale del FOMC nella giornata di mercoledì.

Tornando ai dati, questa settimana verranno pubblicate le cifre relative alle vendite al dettaglio negli Stati Uniti. I mercati cercheranno di capire se il sorprendente aumento di giugno è stato una tantum oppure se rappresenterà l’inizio di una nuova tendenza.

Le vendite al dettaglio di base sono aumentate dell’1,1% e le vendite al dettaglio nel complesso sono cresciute dello 0,6% a giugno: i mercati non si aspettavano questi dati. Osservando le cifre su base annua, le vendite sono aumentate del 18% rispetto ai livelli di giugno 2020.

Secondo il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, alla base del successo delle vendite al dettaglio ci sono le vaccinazioni contro il Covid-19, i bassi tassi di interesse e l’enorme pacchetto di stimoli fiscali. Ma, come accennato poco fa, questo dato ha rappresentato un po’ uno shock per gli economisti statunitensi. Con la ripartenza dell’economia statunitense, la spesa dei consumatori sembrava tendere più verso esperienze e viaggi, e non verso i beni di consumo.

In realtà, all’ultima lettura dei dati al dettaglio, le statistiche di maggio sono state riviste al ribasso. A maggio c’è stato un calo mensile dell’1,7%, anziché dell’1,3% come originariamente calcolato. Nuovamente, ciò è stato dovuto al passaggio dai beni di consumo alle esperienze e ai viaggi.

Rimanendo sul versante dei dati, mercoledì mattina arriveranno anche le letture dell’indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito per il mese di luglio.

La pubblicazione di giugno dell’IPC si è attestata ai massimi di tre anni a questa parte. Con un 2,5% a giugno, in crescita dal 2,1% del mese precedente, l’inflazione dei prezzi al consumo è ora ai livelli più alto dal 2018. Ciò potrebbe spingere la Banca d’Inghilterra a riconsiderare la sua posizione sugli aumenti dei tassi prima del previsto.

Detto questo, il governatore Bailey ha mantenuto la posizione morbida della banca centrale del Regno Unito durante la riunione di agosto, ritenendo transitoria l’inflazione dell’IPC. Al momento non sono state apportate modifiche importanti alla politica monetaria del Regno Unito.

Tuttavia, la Banca d’Inghilterra ha rivisto le sue prospettive di inflazione a lungo termine. Essa ora ritiene che l’inflazione raggiungerà il 3,1% nei prossimi 12 mesi, in aumento rispetto al tasso del 2,8% che aveva previsto a giugno.

Questo mese vedremo un’altra lettura dell’IPC superiore alle previsioni, e questo sarà sufficiente per spronare all’azione il governatore Bailey e compagnia?

Parlando di banche centrali, la prossima settimana la Reserve Bank of New Zealand pubblicherà la sua dichiarazione sui tassi di agosto.

Girano voci secondo cui la Reserve Bank of New Zealand potrebbe aumentare i tassi già questo mese. Essa si è già impegnata a rimuovere il suo programma di Quantitative Easing con una mossa che ha sorpreso gli operatori a luglio.

“Al momento ci aspettiamo che la Reserve Bank of New Zealand aumenti i tassi di interesse nella sua dichiarazione relativa alla politica monetaria di agosto, e che incrementi i tassi ad ogni successiva dichiarazione fino a raggiungere l’1,75% nel 2022”, ha affermato Finn Robinson, economista dell’Australia and New Zealand Banking Group (ANZ).

Attualmente, il tasso di cassa della Nuova Zelanda è dello 0,25%, identico a quello dell’anno scorso.

Questa è probabilmente una risposta all’aumento dell’inflazione dell’IPC. La pubblicazione di luglio ha visto l’indice dei prezzi al consumo della Nuova Zelanda aumentare dell’1,3%, portando l’inflazione totale al 3,3%, superando l’obiettivo previsto dalla Reserve Bank of New Zealand, tra l’1% e il 3%.

Se dovesse arrivare un rialzo dei tassi, la Nuova Zelanda sarebbe uno dei primi paesi a farlo, se non addirittura il primo.

Sarà anche l’ultima settimana della stagione degli utili di questo trimestre. Non ci aspettiamo che ci siano molte aziende a grande capitalizzazione a riferire: Walmart è la più grande azienda che deve ancora farlo, ma sarà possibile vedere quali società stanno condividendo i loro utili trimestrali grazie al nostro calendario sugli utili.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Tue 17-Aug  2.30am  AUD  Monetary Policy Meeting Minutes 
  1.30pm  USD  Core Retail Sales m/m 
  1.30pm  USD  Retail Sales m/m 
       
Wed 18-Aug  3.00am  NZD  Official Cash Rate 
  3.00am  NZD  RBNZ Monetary Policy Statement 
  3.00am  NZD  RBNZ Rate Statement 
  4.00am  NZD  RBNZ Press Conference 
  7.00am  GBP  UK CPI m/m 
  1.30pm  CAD  CPI m/m 
  3.30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
  7.00pm  USD  FOMC Meeting Minutes 
       
Thu 19-Aug  2.30am  AUD  Employment Change 
  2.30am  AUD  Unemployment Rate 
       
Fri 20-Aug  7.00am  GBP  Retail Sales m/m 

 

I principali rapporti sugli utili

Mon 16 Aug  Tue 17 Aug  Wed 18 Aug 
Roblox Corporation  Walmart   Lumentum Holdings 
 
Cisco Systems 
 
NVIDIA  

 

La settimana che ci aspetta: L’OPEC+ si riunisce mentre la variante Delta mette sotto pressione i mercati petroliferi

Questa settimana si svolgeranno gli incontri di agosto di OPEC e JMMC, posticipati dopo i complessi negoziati di luglio. Gli operatori si aspetteranno una risposta da parte del cartello ai potenziali problemi legati al recupero della domanda determinato dall’aumento dei casi di variante Delta in tutto il mondo.

Per il resto, verranno pubblicati i dati sul PIL del secondo trimestre del Regno Unito, con la speranza di una forte crescita, mentre anche l’inflazione dell’IPC statunitensi sarà al centro dell’attenzione, con l’arrivo delle statistiche di luglio questa settimana.

È corretto affermare che il mese di luglio è stato un mese di tensione per l’OPEC e i suoi alleati. La speranza è di riuscire ad evitare ulteriori conflitti durante la riunione di questo giovedì.

Il cartello ha fatto del suo meglio per non esagerare con la riduzione della produzione. Considerata la relativa forza dei prezzi, e nonostante l’oscillazione della scorsa settimana, gli sforzi per rallentare la produzione e proteggere i prezzi hanno avuto ampio successo.

Dopo l’incontro di luglio, all’interno dell’OPEC hanno iniziato ad apparire delle fratture. Si tratta sempre di trovare un equilibrio quando l’OPEC si riunisce per valutare gli interessi di ogni singolo stato membro. D’altra parte, la produzione di petrolio rappresenta una parte fondamentale in tutte le economie di questi stati. In questo caso, gli Emirati Arabi Uniti stavano facendo ampie pressioni per alleviare le restrizioni e correggere i livelli di base, qualcosa su cui l’Arabia Saudita non era d’accordo.

Ora però si tratta di acqua passata. E’ stato raggiunto un accordo dopo che gli incontri sono stati posticipati e rischedulati, con trattative frenetiche da entrambe le parti. Coloro che volevano mantenere la produzione a livelli bassi hanno dovuto ammorbidire la loro posizione. Ai membri sono stati assegnati nuovi punti di riferimento per la produzione, e tra di essi vi è anche il principale istigatore di questo cambiamento, gli Emirati Arabi Uniti.

Da agosto in poi, verranno aggiunti altri 400.000 barili al giorno ai volumi mensili di produzione dell’OPEC+. Ciò dovrebbe portare la produzione a circa 2 milioni di barili al giorno entro la fine del 2022. L’OPEC ha anche confermato di aver esteso il suo accordo sul taglio della produzione fino ad aprile 2022.

L’incontro di questo mese, tuttavia, assume una significato diverso, poiché i casi della variante Delta del COVID continuano a crescere in tutto il mondo. Ciò potrebbe avere un forte impatto sulla ripresa della domanda e quindi determinare una riorganizzazione dei piani dell’OPEC+ in futuro.

Anche il rallentamento della produzione manifatturiera cinese potrebbe influenzare la strategia dell’OPEC. La Cina è il più grande importatore di greggio al mondo, quindi se serve meno petrolio per le sue fabbriche, i prezzi potrebbero scendere, mentre i mercati si riposizionano in base alla riduzione delle importazioni cinesi di greggio.

Qualsiasi cosa succeda, l’OPEC sarà senza dubbio estremamente desiderosa di evitare negoziati che si protraggono per quindici giorni come è successo a luglio. In ogni caso, gli incontri di giovedì saranno interessanti da osservare.

Questa settimana verranno anche pubblicati i dati preliminari sulla crescita del secondo trimestre del Regno Unito.

Si prevede che l’ampia distribuzione dei vaccini, insieme al calo dei casi di COVID, abbia sostenuto la crescita nel secondo trimestre, dopo la contrazione dell’1,6% che il Regno Unito ha subito primo trimestre. Tuttavia, è probabile che l’aumento della spesa dei consumatori sia il principale traino per la crescita, dal momento che rappresenta circa il 70% del prodotto interno lordo nel periodo tra maggio e luglio.

Allora, quali sono le previsioni? La Camera di commercio britannica (BCC) ritiene che la crescita raggiungerà il 4,1% nel secondo trimestre del 2021.

“L’economia del Regno Unito si trova temporaneamente in un buon momento: l’impulso derivante dal rilascio della domanda finora repressa, se le restrizioni si attenuano come previsto, e l’attuale sostegno del governo dovrebbero determinare un sostanziale rilancio estivo dell’attività economica, sostenuto dal rapido lancio del vaccino”, ha riferito la BCC in una nota.

Sul lungo periodo, le previsioni di crescita complessiva del PIL oscillano tra il 7 e l’8%. Le previsioni della Confederation of British Industry si collocano sull’estremità più ottimistica della forbice, all’8,1% annuo.

Allo stato attuale, tuttavia, la produzione interna del Regno Unito è ancora inferiore di circa l’8,8% rispetto a prima della pandemia. La crescita a lungo termine probabilmente rallenterà, a causa degli effetti dell’inflazione e del il minor sostegno del governo, con l’avvicinarsi al 2022.

Parlando di inflazione, l’altro rilascio di dati chiave della settimana è l’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti per il mese di luglio.

Se il ritmo dell’inflazione continua, la determinazione della Fed sarà davvero messa a dura prova. Il presidente Powell si è impegnato a mantenere il tasso di cassa, storicamente basso, e sembra soddisfatto di lasciare che l’economia si surriscaldi, ma ciò sarà davvero sostenibile?

L’inflazione dell’IPC di giugno ha già allarmato alcuni economisti. Con una crescita del 5,4% su base annua, l’indice è salito con il ritmo più rapido dall’agosto del 2008.

Finora, la Fed ha caratterizzato l’inflazione come “transitoria” e continua a mantenersi si prospettive accomodanti. I suoi modelli di dati prevedono un’inflazione primaria del 3% entro la fine del 2021, prima di tornare al 2,1% nel 2022.

Dato che la spesa dei consumatori è il principale motore di crescita dell’economia statunitense, che rappresenta circa il 68% del PIL, non c’è da stupirsi che alcuni osservatori si sentano suscettibili e chiedano più fatti concreti. Ad esempio, il prodotto interno lordo non ha raggiunto le aspettative di crescita nel primo trimestre, poiché i prezzi elevati hanno frenato la spesa dei consumatori.

La lettura dell’IPC di luglio potrebbe quindi essere doppiamente importante per la Fed.

Sarà una settimana sottotono per gli utili a Wall Street, ma ci sono ancora alcuni rapporti sui titoli a grande capitalizzazione. Tra i big di questa settimana ci saranno Walt Disney, Palantir e Airbnb, tutti pronti a riferire nella giornata di giovedì.

Assicurati di dare un’occhiata al nostro calendario della stagione degli utili negli Stati Uniti per vedere quali sono le aziende a grande capitalizzazione che devono ancora riferire sugli utili di questo trimestre questa settimana e in quelle a venire.

I principali dati economici

Date Time (GMT+1) Asset Event
Tue 10-Aug 10.00am EUR ZEW Economic Sentiment
10.00am EUR German ZEW Economic Sentiment
Wed 11-Aug 1.30am AUD Westpac Consumer Sentiment
1.30pm USD CPI m/m
1.30pm USD Core CPI m/m
3.30pm OIL US Crude Oil Inventories
Thu 12-Aug ALL DAY OIL OPEC-JMMC Meetings
7.00am GBP Prelim UK GDP
1.30pm USD PPI m/m
1.30pm USD Core PPI m/m
3.30pm GAS Natural Gas

 

I principali rapporti sugli utili

Mon 9 Aug Tue 10 Aug Thu 12 Aug
The Trade Desk (TTD) PMO Coinbase Global (COIN) AMC Palantir Technologies (PLTR) PMO
Viatris (VTRS) PMO Airbnb (ABNB) AMC
Walt Disney (DIS) AMC

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