La settimana che ci aspetta: Le dichiarazioni della Reserve Bank of Australia, il rilascio dei Nonfarm payroll negli USA e lo scontro dell’OPEC

Questa settimana verranno comunicati i dati relativi ai Nonfarm payroll statunitensi, che mostreranno se il mercato del lavoro statunitense sta guadagnando slancio o sta ancora faticando per uscire dalla fase di stallo. Altrove, si sta preparando uno scontro tra titani all’interno dell’OPEC, mentre la Reserve Bank of Australia è in procinto di rilasciare la sua ultima dichiarazione sui tassi, senza grandi cambiamenti previsti.

La Reserve Bank of Australia farà una dichiarazione sui tassi

L’Australia, proprio come la Nuova Zelanda, ha avuto uno dei migliori risultati in assoluto contro il Covid. Dal punto di vista economico, anche se tutt’altro che perfetto, in quell’area del mondo le cose sembrano andare meglio rispetto ad altre nazioni che ancora vacillano a causa del Covid.

Cosa ci sarà nell’ordine del giorno del prossimo annuncio sui tassi da parte della Reserve Bank of Australia (RBA)? I rendimenti stanno aumentando a livello globale, perciò è lecito aspettarsi che la RBA stia preparando un rialzo dei tassi? La cosa è possibile, ma anche se l’economia australiana si è ripresa più velocemente di altre, gli aumenti dei tassi sembrano essere ancora molto lontani. Sarà una buona idea osservare attentamente cosa succederà.

Nella sua dichiarazione di gennaio, la RBA ha mantenuto i suoi obiettivi triennali di obbligazioni e i tassi di interesse di riferimento allo 0,1%. Ha inoltre riaffermato il suo impegno a non aumentare l’inflazione effettiva fino a quando non sarà compresa nell’intervallo del 2-3%.

Le principali banche non prevedono un cambiamento radicale nella politica della RBA nel mese di marzo. ING, Westpac, TDS e ANZ non prevedono cambiamenti, e l’Australia probabilmente resterà sul suo attuale corso economico.

A partire da metà aprile, la RBA si è inoltre impegnata ad aumentare il suo programma di acquisto di obbligazioni fino a 100 miliardi di AUD (76,4 miliardi di USD) per sostenere l’occupazione e aumentare l’inflazione. Ma il governo conservatore ha anche affermato che sta abolendo il sussidio JobKeeper payment, costituito da versamenti bisettimanali del valore di 1000 AUD (775 USD), poiché l’andamento dell’economia è al di sopra delle aspettative. Ciò ha causato un po’ di sgomento tra gli australiani che hanno perso il lavoro, come quelli dell’industria aeronautica, ma potrebbe essere un segno che l’economia australiana è più sana di quella di molte altre nazioni.

La pubblicazione dei dati sui Nonfarm payroll statunitensi

Gli osservatori guarderanno con molta attenzione ai dati sui Nonfarm payroll statunitensi di questo venerdì, perché forniranno alcuni indicatori sull’apparente forza (o debolezza) del mercato del lavoro americano.

Nel mese di gennaio i nuovi posti di lavoro nell’economia statunitense sono stati 49.000, dopo il calo di 227.000 unità registrato a dicembre. La crescita è certa, ma parecchio al di sotto delle 100.000 unità previste.

Il più esauriente Rapporto sul lavoro di gennaio evidenzia la difficile posizione del mercato del lavoro statunitense in questo momento.

Le attività legate al tempo libero e il settore alberghiero continuano a subire le perdite più pesanti, con 61.000 impiegati ad aver perso il lavoro a gennaio. Il settore ha perso 4 milioni di posti di lavoro da febbraio 2019, a dimostrazione degli enormi danni causati dal Covid. Finché le persone non potranno uscire e andare a divertirsi, tutto ciò non potrà che continuare. È una storia infelice, che finirà solo quando gli Stati Uniti torneranno alla normalità. Gli impiegati nel settore retail sono calati di 37.800 dopo aver guadagnato 134.900 unità a dicembre.

Tuttavia, alcune aree del mercato del lavoro stanno mostrando segni di ripresa. In particolare, i servizi professionali e aziendali sono cresciuti di quasi 100.000 posti di lavoro dopo l’incremento di 156.000 unità a dicembre. Gli stipendi nel settore del commercio all’ingrosso sono aumentati di oltre 14.000 unità dopo un aumento di 15.500 a dicembre. Secondo il rapporto mensile sull’occupazione di ADP, anche i salari delle aziende private sono aumentati di 174.000 unità a gennaio.

A gennaio è anche stato visto anche un leggero calo del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, dal 6,7% al 6,3%.

Quindi, il rapporto dei Nonfarm payroll della prossima settimana è atteso in un clima di emozioni contrastanti. Anche se sono stati aggiunti nuovi posti di lavoro, la loro quantità non è stata sufficiente per instillare realmente una grande fiducia. Resta la promessa di stimoli futuri, tuttavia resta anche la minaccia del Covid. Se si riuscirà a tenere tutto sotto controllo, probabilmente ne conseguirà un mercato del lavoro migliore (Presidente Biden, tieni a mente queste parole se ci stai leggendo!).

La riunione dell’OPEC: tensioni in arrivo?

Una casa divisa in pezzi non può reggersi in piedi, come disse Abramo Lincoln. Può essere che lo stesso stia accadendo per l’OPEC?

Sembra che i suoi più importanti membri siano pronti ancora una volta a scontrarsi. All’angolo blu si trova l’Arabia Saudita, attore principale dell’OPEC e il più grande produttore mondiale di petrolio. All’angolo rosso invece la Russia, che continua a spingere per ridurre i tagli alla produzione e iniziare ad estrarre più petrolio.

L’Arabia Saudita è sempre stata il più cauto tra i maggiorenti dell’OPEC. Di recente, in aggiunta agli impegni presi con l’OPEC, ha tagliato volontariamente un altro milione di barili al giorno dalla sua produzione per proteggere i prezzi.

Grazie ai tagli dell’OPEC, le forniture globali perdono 7 milioni di barili al giorno. In parte, è stato questo che ha aiutato il recente aumento di prezzi del petrolio, con il WTI e il Brent scambiati rispettivamente sopra 62 e 65 USD.

Ma la Russia desidera portare più petrolio sui mercati. Il petrolio è fondamentale per il PIL della Russia, poiché rappresenta qualcosa come il 40% delle entrate annuali del governo. Perciò, non c’è da meravigliarsi che stia spingendo al massimo per aumentare i livelli della produzione.

La domanda globale, tuttavia, rimane contratta. C’è stata qualche ripresa dei casi di Covid e un calo dei ricoveri negli Stati Uniti, e il Regno Unito sta creando una tabella di marcia per uscire dal blocco basandosi sul suo programma di vaccini, tuttavia le misure di lockdown restano più o meno in tutto il mondo.

Sarà interessante l’incontro di marzo dell’OPEC e dei suoi alleati. Gli operatori e gli osservatori saranno fin troppo consapevoli delle buffonate avvenute nel marzo dello scorso anno, dove gli scontri tra Russia e Arabia Saudita hanno portato alla sospensione dell’OPEC per un mese.

 

I principali dati economici di questa settimana

Date  Time (GMT)  Currency  Event 
Mon 01 Mar  01.00am  CNH  Manufacturing PMI 
  9.00am  EUR  Final Manufacturing PMI 
  9.30am  GBP  Final Manufacturing PMI 
  2.30pm  CAD  Manufacturing PMI 
  3.00pm  USD  ISM Manufacturing PMI 
       
Tue 02 Mar  3.30am  AUD  Cash Rate 
  3.30am  AUD  RBA Rate Statement 
  1.30pm  CAD  GDP m/m 
       
Wed 03 Mar  12.30am  AUD  GDP q/q 
  1.15pm  USD  ADP Non-Farm Employment Change 
  3.00pm  USD  ISM Services PMI 
  3.30pm  USD  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 04 Mar  All Day  All  OPEC-JMMC Meeting 
  3.30pm  USD  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 05 Mar  1.30pm  USD  Average Hourly Earnings m/m 
  1.30pm  USD  Nonfarm Employment Change 
  1.30pm  USD  Unemployment Rate 

 

I principali rapporti sugli utili di questa settimana

Date  Company  Event 
Mon 1 Feb  Zoom  Q4 2021 Earnings 
  Novavax  Q4 2021 Earnings 
     
Tue 2 Feb  Target  Q4 2020 Earnings 
  Hewlett Packard  Q1 2021 Earnings 
     
Wed 3 Feb  Prudential  Q4 2020 Earnings 
  Vivendi  Q4 2020 Earnings 
  Gazprom Neft  Q4 2020 Earnings 
  Marvell Technology  Q4 2021 Earnings 
     
Thu 4 Feb  Broadcom  Q1 2021 Earnings 
  Sberbank  Q4 2020 Earnings 
     
Fri 5 Feb  London Stock Exchange  Q4 2020 Earnings 

US jobless claims data beats expectations – but Wall Street struggles

Global stock markets are struggling around or below opening levels today despite an improvement in US jobless data.

The Dow has crept higher, while the Nasdaq has eked out a new intraday high before trimming gains. The S&P 500, which is now under 2% away from February’s all-time high, is trading marginally lower.

Jobless claims drop, but the overall picture remains bleak

Markets are little cheered by the latest labour market data, with investors instead awaiting any news of progress as lawmakers continue to argue over a new stimulus bill. The proximity of tomorrow’s nonfarm payrolls report is also keeping markets soft.

This is despite initial weekly jobless claims printing at 1.186 million – well below the 1.415 million expected by analysts and also the lowest reading since the pandemic sent claims jumping by nearly 7 million at the end of March.

Continuing claims – which counts those claiming benefits for two or more consecutive weeks – have dropped from 16.95 million to 16.10 million, again below forecasts.

While this points to improving labour market conditions, the bigger picture remains bleak. This is the 20th straight week that the US has registered more than a million new weekly claims. 31 million Americans remain unemployed.

The figures have further complicated the outlook for the labour market, which had been showing signs of weakening again. Yesterday’s ADP private payrolls report showed jobs growth of just 167,000 compared to expectations of over 1 million.

Nonfarm payrolls in focus – is the jobs recovery under threat?

The latest numbers will put tomorrow’s nonfarm payrolls report under even greater scrutiny, as markets look for more clarity over the direction of the labour market.

Economists expect payrolls grew by 1.6 million, which represents a sharp slowdown in jobs gains after payrolls jumped 2.7 million in May and 4.8 million in June. However, payrolls returned to growth more quickly than expected.

President Donald Trump has promised “big jobs numbers are coming on Friday”.

Stocks steady as pubs prepare to reopen

European stocks were steady near the flatline on a quiet Friday session with the US market closed for the Independence Day holiday. Stocks rallied in the prior session after a bumper US jobs report showed 4.8m jobs were created in June.

Despite this, as detailed yesterday, the unemployment rate remains very high at more than 11%, the more up-to-date weekly initial and continuing claims numbers are not improving quickly enough, and the recent spike in cases means several states are re-imposing lockdown restrictions, which will hamper jobs growth in July.

Risk assets gained more support as the Chinese services PMI rose to a 10-year high at 58.4 – the usual caveats about diffusion indices apply, as to the usual caveats about any data out of China, but it’s solidly encouraging for markets.  Australian retail sales bounced back almost 17%. The number of cases in the US continue to surge – more than 55k in a single day the latest total, with the governor of Texas now mandating the wearing of facemasks.

Major indices continue to track around the middle of the June range, though thanks to a decent run this week are now moving towards the upper end of the range having tapped the lower end last week. The S&P 500 cleared the 61.8% retracement yesterday but closed well off its highs, while the Dow is struggling to hold the 50% level.

In Europe the FTSE 100 is holding above the 50% level, while the DAX is facing resistance today at the 78.6% level. After a strong week and with the US shut, it might be a quiet session today. Scratch that – with pubs about to reopen and with every trader planning their weekend engagements, it will be a very quiet one in London.

UK government eases quarantine rules for travellers

Anyone arriving in England from a number of countries including Spain, France, Germany and Italy won’t need to self-isolate from July 10th, whilst the government is also easing international travel restrictions. A full list of countries that people can arrive from without self-quarantining will be published today.

Relaxing the draconian quarantine rules and allowing more ‘non-essential’ travel should come as a shot in the arm for many beaten up travel & leisure stocks, but there’s a long way to go to restore confidence and get people travelling as much as they did last year. It will take years to get air passenger numbers back to 2019 levels.

Pub and restaurant stocks have taken a beating during the pandemic, but investors may be able to raise a glass come Saturday as the various inns and hostelries reopen because share prices have recovered remarkably well. Marston’s has risen threefold from its March low, while JD Wetherspoon and Mitchells & Butlers have both more than doubled in that time. Mine’s a quadruple whisky.

Oil (WTI-Aug) drifted higher to the top of the Jun 8th peak around $40.70 where it’s pulled back to the $40 round number. The move higher has been steadily losing momentum and failure at the $40.70 area suggests perhaps the progression of the double top into a head and shoulders reversal pattern.

GBPUSD hits resistance, EURUSD bullish flag nears completion

In FX, the pound’s bounce ran out of steam and the euro has come back to its anchor. GBPUSD rallied strongly out of the channel but hit resistance at 1.2520 and has consolidated in a very narrow range around 1.2470. As markets opened in Europe the pair slipped this range and started a move lower – it could retrace towards the round number support at 1.24.

Meanwhile EURUSD has come back to 1.1230, the anchor point for the whole of June. This is the 23.6% retracement of the 2014-2016 top-to-bottom rout. As the bullish flag pattern nears completion, we should expect a breakout soon – the swing highs around 1.14-1.15 offering the main resistance.

Stocks go up, cases go up, US jobs harder to call

European equities followed the US and Asia higher on hopes for a vaccine and a strong US jobs report, whilst shrugging off soaring numbers of new cases in the world’s largest economy.

US cases of Covid-19 continue to surge, rising more than 50,000 in a single day for the first time. Florida’s new case count rose 4.3%, vs the previous 7-day average of 5.7%, so indications perhaps that the rate of new cases may be coming down there. But California, Texas and Arizona recorded their largest one-day rise in cases.

Meanwhile, Tokyo also reported its highest number of cases in two months. Whilst the rise in cases is slowing the reopening of many states, some may argue that the US is simply heading for herd immunity a lot faster than anywhere else; in the long run this may help, not hinder, the country’s ability to get back to normal social and economic functioning.

Investors largely are shrugging off higher cases though as Pfizer reported positive results from a vaccine trial. But we have been here before – it’s too early to get too excited – but a working vaccine is the holy grail as it would allow real normality to return to the economy.

The S&P 500 rallied 0.5% to move to the 61.8% retracement, whilst the Nasdaq Composite set a new record high. The Dow finished a little lower. Shares in Asia took the cue to rally, whilst European bourses have opened with strength on Thursday morning. Lots of noise around but equity markets are not showing any real trend – major indices are still sitting around the middle of the June ranges.

Nonfarm payrolls tough to call

The ADP jobs report showed private employers in the US created 2.4m jobs in June, while the figure for May was completely revised to show a gain of 3m gained versus a previous estimate of 2.76m lost. Nonfarm payrolls today are again especially hard to call given the crisis. For May the consensus was for 8m jobs to be lost, but instead 2.5m were added.

For June the consensus is for 3m+ to be created. But the exceptionally wide range of forecasts suggests no true consensus – as I’ve mentioned a few times here the data is particularly difficult and noisy right now. Even if we get 5.5m created over the last two months, it still leaves 15m or so from the 20.5m lost in April unemployed, so recovery to the status quo ante remains a long way off.

Fed minutes indicated policymakers are keen to offer more detailed forward guidance about the path of interest rates but seemed less ready to go for yield curve control – a policy it last pursued during the second world war and one that the Bank of Japan is currently practising with limited success in achieving its goals.

Which leads us on nicely to the theme of Japanification, which is a thread which we like to explore from time to time. It can be summed up long-term economic malaise, deflation and a reliance on ever-larger monetary easing and low bond yields to prop up growth. Usually it’s Europe that seems to be tarred with this particular brush, but lately there are murmurings that the UK is heading down the same path.

For the first time, 30-year gilt yields fell below their Japanese counterparts this week. This is anomalous for a couple of reasons. First, the fact that gilt yields across the curve are at or near record lows highlights that investors haven’t blinked at the super-high issuance by the government to fund its response to the pandemic – the Bank of England’s asset purchase programme is doing its job. Two, the yield on Japan’s long bonds went up because the Bank of Japan said it would increase purchases of debt up to 10 years in maturity but keep buying of longer-dated maturities unchanged. This pushed up the yield curve, a fine example of yield curve control in action.

Whilst the crisis is disinflationary at present, the vast increase in the supply of money, which unlike the post-2008 QE is not going to end up sloshing around the banks but be put to work directly in the economy, means it may be too soon to call Britain the next Japan, whatever the chart vigilantes tell us.

Gold eases back from multi-year high, crude oil soft on rising gasoline stocks

Gold pulled back off its recent multi-year high in a sharp corrective move but has found support around $1765. Yesterday I said fading momentum on the CCI with a bearish divergence to the price action suggested a near-term pullback may be required – this came a little swifter than expected and we may see further weakness as a bearish flag formation may call for another leg lower to $1750.

Crude oil stocks declined by 7.2m barrels vs an expected drop of about 1m, driven by lower imports due to an expected drop from Saudi Arabia. Price action was weaker on the news though as gasoline stocks rose 1.2m barrels vs an expected decline of 1.6m. WTI (Aug) initially eased back but has recovered a little to sit on $40. Again, as mentioned previously, the estimates on WTI stocks right now are also way off the mark.

In FX, GBPUSD broke out as the dollar was offered across the board. The double tap on 1.2250 produced a strong bounce that carried forward to see the downtrend broken as it broke out of the channel resistance and cleared the 50-day simple moving average. Bulls will need to see the last swing high around 1.2540 cleared to reassert an uptrend. Brexit headline risk remains a big hurdle to getting real momentum behind a rally for cable, but if there is a breakthrough the upside could run very quickly. EURUSD pushed up on dollar weakness with bulls needing to take out the Jun 29th high at 1.12877.

Candlestick price chart showing the pound to dollar FX pair

La settimana che ci aspetta: I verbali del FOMC e i nonfarm payroll dominano il calendario

Mentre l’indice PMI cinese sarà al centro dell’attenzione all’inizio della settimana, il calendario economico statunitense dominerà i giorni successivi, con l’ultimo ISM Manufacturing PMI, i verbali delle riunioni del FOMC e i nonfarm payroll di giugno.

L’indice PMI cinese 

È il momento dei più recenti indici PMI cinesi: dal momento che si tratta dei primi dati PMI globali del mese, forniranno ai mercati una possibile tendenza su come stanno andando le cose.

Ora la ripresa della Cina potrebbe essere in pericolo a causa dei nuovi focolai di Covid-19, ma gli ultimi indici PMI daranno comunque un’indicazione su come potrebbero andare le altre nazioni, poiché anch’esse dopo aver combattuto il virus iniziano a concentrarsi maggiormente su come far ripartire le proprie economie.

Inflazione in Germania e nell’Eurozona 

A maggio i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,1% in tutta la zona Euro, anche se questo dato non rappresenta certo uno shock. I dati sull’inflazione di questa settimana potrebbero mostrare ulteriori cali, cosa prevedibile dato l’enorme crollo della domanda, l’aumento della disoccupazione e gli incentivi che vengono emessi sul mercato Banca Centrale Europea. La scorsa settimana Fitch ha previsto che l’inflazione core dell’Eurozona rallenterà nei prossimi 18 mesi e che nel 2021 finirà sotto lo 0,5%.

Un periodo prolungato di deflazione sarà negativo per l’economia, ma si tratta di una situazione che a breve termine è attesa, perciò l’impatto sul mercato dei dati relativi all’Indice sui Prezzi al Consumo è stato in qualche modo attenuato.

Vendite al dettaglio in Germania 

L’attività dei consumatori è fortemente rimbalzata negli Stati Uniti e nel Regno Unito da quando le restrizioni sono state allentate: riuscirà la Germania a seguire l’esempio? A maggio le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate del 17,7%, superando le aspettative di un aumento dell’8%, mentre le vendite nel Regno Unito sono aumentate del 12% rispetto alle previsioni del 5,7%.

In Germania le vendite al dettaglio sono scese del 5,3% ad aprile, ma il dato è di gran lunga migliore rispetto al tonfo del 12% previsto dagli analisti, con l’aumento delle vendite online che ha contribuito ad attenuare le proporzioni del crollo. Per maggio si prevede un aumento delle vendite del 2,5% quando i negozi fisici hanno iniziato a riaprire, ma come accaduto con i dati di Stati Uniti e Regno Unito potrebbero esserci dati ancora più confortanti.

Il Manufacturing Index dell’ISM 

La produzione americana sta faticando a riprendersi dallo shock della pandemia. L’indice PMI di maggio dell’ISM ha registrato un rialzo dopo i dati più bassi da oltre un decennio di aprile, ma è rimasto di mezzo punto sotto le aspettative del mercato. Un rimbalzo più netto è previsto per giugno, ma l’indice PMI sul manifatturiero rilasciato da IHS Markit la scorsa settimana ha deluso le aspettative, rimanendo in contrazione, anche se i dati dell’Eurozona e del Regno Unito sono tornati in crescita.

I verbali dell’incontro del FOMC 

Il FOMC ha inferto un duro colpo ai mercati a seguito del suo ultimo incontro, rilasciando proiezioni economiche peggiori del previsto che hanno del tutto fatto sparire l’idea che gli Stati Uniti avrebbero potuto vedere una ripresa a forma di V. I responsabili delle policy hanno osservato che i tassi di sarebbero rimasti vicini allo zero almeno fino al 2022, e che il tasso di acquisti di asset sarebbe aumentato nei prossimi mesi.

Il verbale dell’incontro fornirà maggiori dettagli, e i mercati saranno particolarmente interessati a qualsiasi annotazione relativa al controllo della curva dei rendimenti (YCC), che probabilmente sarà il prossimo strumento politico che la Fed implementerà per tenere a freno i tassi. Quando tale azione verrà intrapresa è ancora incerto, ma i verbali potrebbero fornire alcuni indizi.

Rapporto sui nonfarm payroll statunitensi 

Venerdì sarà un giorno festivo, perché il 4 luglio, Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti, quest’anno cade in sabato. Ciò significa che il rapporto sui nonfarm payroll di giugno uscirà giovedì.

I dati del mese scorso hanno lasciato tutti sbalorditi per l’aumento di 2,5 milioni di occupati rispetto alle previsioni di un calo di 8 milioni, segno che l’economia americana potrebbe riprendersi più velocemente di quanto si pensasse in precedenza.

Tuttavia, gli ultimi dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione settimanali sono stati deludenti, anche se le cifre hanno continuato a diminuire, e il calo delle nuove richieste è stato meno significativo del previsto. Ciò indica che la ferita nel mercato del lavoro è più profonda? In caso di risposta affermativa, è necessario tenere a freno le aspettative che i nonfarm payroll possano continuare a fornire cifre così importanti?

In evidenza su XRay questa settimana

Leggi il programma completo dell’analisi e formazione del mercato finanziario.

07.15 UTC Daily European Morning Call
From 15.30 UTC 30-Jun Weekly Gold, Silver, and Oil Forecasts
17.00 UTC 01-Jul Blonde Markets
19.00 UTC 01-Jul Introduction to Currency Trading: Is it For Me?
12.25 UTC 02-Jul

US Nonfarm Payrolls: Live Market Analysis

 

Eventi economici principali

Presta attenzione agli eventi più importanti sul calendario economico di questa settimana:

12.00 UTC 29-Jun German Preliminary Inflation
23.30 UTC 29-Jun Japan Unemployment / Industrial Production
After-Market 29-Jun Micron Technology – Q3 2020
01.00 UTC 30-Jun China Manufacturing, Non-Manufacturing PMIs
06.00 UTC 30-Jun UK Finalised Quarterly GDP
30-Jun easyJet – Q2 2020
09.00 UTC 30-Jun Eurozone Flash CPI
12.30 UTC 30-Jun Canada Monthly GDP
14.00 UTC 30-Jun US CB Consumer Confidence
After-Market 30-Jun FedEx Corp – Q4 2020
01.45 UTC 01-Jul Caixin Manufacturing PMI
06.00 UTC 01-Jul Germany Retail Sales
Pre-Market 01-Jul General Mills – Q4 2020
Pre-Market 01-Jul Constellation Brands – Q1 2021
12.15 UTC 01-Jul US ADP Nonfarm Payrolls Report
14.00 UTC 01-Jul ISM Manufacturing PMI
14.30 UTC 01-Jul US EIA Crude Oil Inventories
18.00 UTC 01-Jul FOMC Meeting Minutes
01.30 UTC 02-Jul Australia Trade Balance
12.30 UTC 02-Jul US Nonfarm Payrolls (Friday is US Bank Holiday)
01.30 UTC 03-Jul Australia Retail Sales
All Day 03-Jul US Bank Holiday – Markets Closed

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