Stocks start April on front foot, Roo licks its wounds, European manufacturing picking up?

In Pittsburgh, Pennsylvania, Joe Biden announced another massive ‘once-in-a-generation’ economic spending package barely weeks after a $1.9tn Covid relief bill. His $2tn+ infrastructure plan envisages a big, bold splurge on improving multiple areas of the economy. It’s another c10% of GDP, on top of the 10% added by his Covid bill and about the same added last year. This time, the package will be funded by tax rises, however these will be phased in over 15 years and it’s hard to see how the spending will not add to the deficit. The plans are already facing criticism on multiple fronts (too much, too little, don’t raise taxes, raise them even more!).

European markets trade broadly higher on the first trading day of the quarter after solid opening three months to 2021. The FTSE 100 moved a little higher this morning but remains well within its range for the year, and it 4% higher in 2021. The DAX trades above 15k and is +7% for the year – most of its exposure is to outside Germany, so it’s benefiting from the recovery in Asia and US. Yesterday the S&P rallied 0.9% for a fresh intra-day high just 5 points below 4,000, before closing up 0.4% to finish the quarter 5.8% ahead. The Dow was weaker on the day but nevertheless rose 7.8% for the quarter. For both, their performance in March was the best monthly gain since November.

Global manufacturing activity is starting to look good. Italy’s factory activity has grown at the fastest pace in over 20 years, according to this morning PMI. France’s March PMI showed the sharpest rise in manufacturing output since September 2000, albeit before the nation’s third lockdown was announced. The report also notes that the headline figure was inflated by a sharp downturn in vendor performance, which in normal times is a sign of health but these are not normal times and is more about supply chain problems and raw material shortages. Inflationary pressures were also evident as the scarcity of raw materials forced up cost burdens at the fastest rate since May 2011. The rate of inflation for prices charged to consumers was the strongest since June 2011. The Chicago PMI yesterday hit the best in two and a half years. The Bank of Japan’s headline Tankan index for big manufacturers’ sentiment improved to +5 in March from -10 in December. China’s manufacturing recovery continues, albeit at a slower pace last month.

Deliveroo shares are lower again after an ignominious crash on day one, sliding over 1% in early trade to 283p. ROO ended its first day of trading at 287p, down 26% from its list price. Several reasons are behind the poor performance. In addition to the failure to bring several large funds on board, the dual class share structure, regulatory uncertainty, general profitability concerns and a miscalculation by the bankers on the pricing in relation to wider demand in the market, it also looks like some hedge funds shorted the stock aggressively from day one. Not all stocks have a happy start to life on the stock market – just ask Tim Steiner or Mark Zuckerberg – but it’s not a great advert for London as a destination for tech listings.

Next shares are higher after it raised its full year profit outlook by £30m to £700m. Whilst the end of lockdown is two weeks later than expected, management said the profit lost from those additional two weeks has been offset by the benefit of the extension of business rates relief announced in March. In the first eight weeks of the year, online sales were stronger than expected, rising more than +60% on two years ago.

Bitcoin trades a little under $59k following news that Goldman Sachs is set to offer crypto services. Yesterday the bank said it is looking to offer a “full spectrum” of investments in Bitcoin and other digital assets, “whether that’s through the physical Bitcoin, derivatives or traditional investment vehicles”.

Gold popped up off the support at the $1,685 area to trade around the $1,715 marker. WTI has tested the $59 support ahead of the OPEC+ meeting, at which members are expected to maintain the current level of output curbs and Saudi Arabia will stick to its additional 1m bpd cut. The usual sources are already hitting the wires with ministers said to be discussing a range of options that include a rollover of cuts and a gradually increase in output at a maximum of 500k bpd, presumably on a monthly basis. US crude inventories unexpectedly fell as refiners ramped up activity to meet demand – gasoline demand is above where it was last year.

La settimana che ci aspetta: Nuovi dati sugli IPC, sugli indici PMI e sui PIL

Questa settimana verranno pubblicati molti dati economici nelle economie chiave. A partire dal Regno Unito, vengono pubblicati i dati sugli IPC e sulle vendite al dettaglio, con permessi e lockdown ad incombere ancora sull’economia. I dati sul PIL degli Stati Uniti relativo all’ultimo trimestre del 2020 sono stati resi definitivi, ma l’attenzione sarà incentrata sul sentiment delle imprese, che trova la sua espressione in una nuova serie di dati sugli indici PMI dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dall’Eurozona, tra le alterne fortune sui vaccini nelle principali economie.

I dati sugli IPC nel Regno Unito

Questa settimana gli investitori e i trader FX osserveranno i dati sull’inflazione nel Regno Unito dopo la decisione della Banca d’Inghilterra.

L’inflazione è al centro dell’attenzione nel Regno Unito in questo momento, poiché gli effetti dell’aumento dei rendimenti obbligazionari, l’ulteriore sostegno economico del governo tramite il programma del cancelliere Sunak “spesa ora, tasse dopo” e la risposta della Banca d’Inghilterra continuano a ravvivare il quadro economico.

I dati dell’ONS mostrano che l’ultimo IPC sull’intero anno è allo 0,9%. Nel 2021, l’IPC dovrebbe salire all’1,5% nel corso dell’anno. Alcune stime suggeriscono che potrebbe persino salire all’1,8% entro aprile.

L’inflazione degli IPC nel Regno Unito è stata del -0,2% su base mensile a gennaio, in calo rispetto allo 0,3% di dicembre, ma la cifra è stata superiore al -0,4% che il mercato si aspettava.

L’inflazione sui prezzi al consumo è aumentata dello 0,7% su base annua a gennaio, dato che è al di sopra della cifra di dicembre dello 0,6% e anche al di sopra delle aspettative di consenso per una lettura dello 0,6%. La tendenza al rialzo di gennaio è stata guidata dall’aumento dei prezzi del cibo, dei trasporti e dei prodotti per la casa.

Le vendite al dettaglio nel Regno Unito

Questa settimana verranno pubblicati i dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito. Gli ultimi dati del settore suggeriscono che febbraio è stato un mese forte per il settore della vendita al dettaglio nel Regno Unito, secondo l’analisi condotta da KPMG.

Rispetto alle statistiche dell’anno scorso, le vendite totali sono aumentate dell’1% a febbraio su base comparabile. Va sottolineato che si è verificata una brusca inversione delle vendite al dettaglio rispetto al mese di gennaio, con una contrazione delle vendite dell’1,3% rispetto ai dati del 2020.

A guidare la crescita di febbraio è stata la riapertura delle scuole di marzo in tutta l’Inghilterra. La spesa per articoli non alimentari, come grembiuli scolastici e cancelleria, è aumentata quando i consumatori sono stati attratti dalle spese legate al ritorno a scuola.

I negozi di beni non essenziali sono ancora chiusi in Inghilterra e così resteranno fino al 12 aprile. Le vendite online stanno beneficiando notevolmente del lockdown, principalmente perché i consumatori non hanno altra scelta che utilizzare i punti vendita digitali per comprare i cosiddetti beni non essenziali. La spesa non alimentare rappresenta il 61% delle vendite di febbraio, quasi il doppio rispetto al 31% di febbraio 2020.

Tuttavia, come spiega Barclaycard, a febbraio la spesa complessiva dei consumatori è in calo del 13,8% su base annua. Le restrizioni del lockdown continuano a pesare sui settori dell’ospitalità e del tempo libero. Senza dubbio questi settori cresceranno, quando a giugno verranno rimosse le restrizioni legate al lockdown, ma fino ad allora le performance non potranno essere buone.

Gli indici PMI negli USA, nel Regno Unito e nell’Eurozona

Questa settimana verranno pubblicati i dati sugli indici PMI nelle principali economie, così come i risultati degli indici azionari di Regno Unito, Stati Uniti e UE.

A partire dal Regno Unito, gli osservatori sperano che lo slancio iniziato a febbraio continui anche a marzo. L’indice PMI composito IHS Markit/CIPS ha dato un risultato di 49,6 a febbraio, rispetto ai minimo da otto mesi registrato a gennaio pari a 41,2.

Alcuni settori stanno ottenendo risultati superiori alle aspettative. Secondo IHS Markit, a febbraio il settore edilizio nel Regno Unito è stato più attivo del previsto, con il PMI edilizio passato da 49,2 a 53,3 dal momento che i progetti fermati a causa del Covid-19 hanno avuto il via libera per iniziare o per proseguire. Anche il settore manifatturiero ha continuato a crescere, salendo a 55,1 il mese scorso.

Tuttavia, a restare deludenti sono i servizi, con la revisione del dato di febbraio, indicato a 49,5 e quindi ancora al di sotto della soglia di crescita di 50 punti. Forse c’era da aspettarselo. I settori del tempo libero e dell’ospitalità sono ancora fortemente gravati da limitazioni, quindi non ci sarà da aspettarsi tendenze al rialzo nel mese di marzo.

I leader dell’UE avevano iniziato a tirare un sospiro di sollievo dopo i dati di febbraio. Ad esempio, la produzione è salita dai 54,8 punti di gennaio a 57,9 di febbraio – il massimo da 3 anni – guidata dalle ottime prestazioni di Paesi Bassi e Germania.

Tuttavia, da quel momento le prospettive per l’Europa sono peggiorate, poiché i casi Covid in Francia e Germania sono aumentati vertiginosamente e l’Italia è entrata nuovamente in un nuovo lockdown. I dati dell’indagine potrebbero non riflettere pienamente gli ultimi sviluppi.

Passando dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, l’indice manifatturiero PMI degli Stati Uniti ha avuto un febbraio ricco di soddisfazioni, riuscendo ad oscurare i pur positivi numeri dell’UE. Il PMI manifatturiero statunitense si è infatti attestato a 60,8, raggiungendo il livello più alto registrato negli ultimi 3 anni. Tuttavia, questa notevole crescita potrebbe essere mitigata da problemi nella catena di approvvigionamento.

Secondo i produttori intervistati dall’Institute for Supply Management (ISM), i prezzi delle materie prime e dei componenti sono in aumento. Ad esempio, il prezzo dell’acciaio è aumentato, il che influisce in modo massiccio sui prezzi del settore manifatturiero statunitense.

Il PIL negli USA

Questa settimana saranno resi noti gli ultimi dati sul PIL degli Stati Uniti nel quarto trimestre del 2020, ma tutti gli occhi sono puntati sulle previsioni aggiornate per il 2021. La scorsa settimana la Federal Reserve ha alzato le sue previsioni di crescita per quest’anno al 6,5% rispetto al 4,2% che era stato previsto durante la riunione di dicembre.

Quest’anno anche l’OCSE e diverse banche di investimento hanno rivisto al rialzo le loro previsioni relative alla crescita negli Stati Uniti. Pertanto, saranno da tenere d’occhio i dati ad alta frequenza, come le richieste settimanali di disoccupazione e le cifre sul reddito e sulle spese personali, in particolare con l’arrivo degli assegni di stimolo da 1.400 USD.

Tuttavia, i mercati amano guardare avanti, non indietro. I dati sul PIL del primo trimestre del 2021 saranno molto interessanti per il mercato. Su questo fronte, le prospettive sono ottimistiche.

A dicembre, Goldman ha rivisto con un aumento del 5% le sue cifre sul PIL nel primo trimestre del 2021, dopo l’approvazione del pacchetto di 900 miliardi USD di stimoli. L’ulteriore pacchetto di stimoli da 1,9 bilioni di USD di Joe Biden è stato approvato, il che potrebbe influenzare i movimenti sul PIL nel trimestre.

Più recentemente, la Fed di Filadelfia ha stimato la crescita del PIL del primo trimestre 2021 al 3,2%, auspicando migliori prospettive relative al mercato del lavoro, nonostante abbia anche aumentato le sue aspettative sull’inflazione fino al 2,5% per il rilascio dell’IPC di questo trimestre. La Fed di Atlanta è ancora più ottimista rispetto ai colleghi del nord. Il suo Nowcast iniziale pone la crescita del PIL trimestrale al 5,2%, in linea con la stima di dicembre effettuata da Goldman.

Il punto sulla disoccupazione sollevato da Filadelfia è qui pertinente. Gli ultimi nonfarm payroll hanno indicato che il mercato del lavoro stava cominciando a prendere linfa vitale, con un aumento di 379.000 unità. Più persone occupate significano una maggiore produttività, e di conseguenza una sana crescita del PIL nel primo trimestre.

In sostanza, finora l’economia statunitense appare più sana nel 2021. Morgan Stanley si è persino spinto ad indicare che la crescita del PIL su ritmi pre-pandemia inizierà già alla fine di marzo. Questo obiettivo potrebbe essere un po’ troppo ambizioso, ma indica che c’è una maggiore fiducia nei confronti degli Stati Uniti.

 

I principali dati economici di questa settimana

 

Date  Time (GMT)  Currency  Event 
Wed 24 Mar  7.00am  GBP  UK CPI y/y 
  8.15am  EUR  French Flash Manufacturing PMI 
  8.15am  EUR  French Flash Services PMI 
  8.30am  EUR  German Flash Manufacturing PMI 
  8.30am  EUR  German Flash Services PMI 
  9.00am  EUR  Flash Manufacturing PMI 
  9.00am  EUR  Flash Services PMI 
  9.30am  GBP  Flash Manufacturing PMI 
  9.30am  GBP  Flash Services PMI 
  1.45pm  USD  Flash Manufacturing PMI 
  1.45pm  USD  Flash Services PMI 
  2.30pm  USD  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 25 Mar  8.30am  CHF  SNB Monetary Policy Statement 
  12.30pm  USD  Final GDP q/q 
  2.30pm  USD  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 26 May  7.00am  GBP  Retail Sales m/m 
  9.00am  EUR  German ifo Business Climate 

 

I principali rapporti sugli utili di questa settimana

 

Date  Company  Event 
Mon 22 Mar  Saudi Aramco  Q4 2020 Earnings 
        
Tue 23 Mar  Adobe  Q1 2021 Earnings 
   Markit  Q1 2021 Earnings 
        
Wed 24 Mar  Tencent Holdings  Q4 2020 Earnings 
   Geely Motors  Q4 2020 Earnings 
        
Thu 25 Mar  CNOOC  Q4 2020 Earnings 

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