La settimana che ci aspetta: Il nuovo mese porta con sé il nuovo rapporto sui nonfarm payroll

Il nuovo mese porta con sé il nuovo rapporto sui nonfarm payroll. I mercati sperano che il cattivo risultato di agosto sia stato solo un caso. Anche le banche centrali australiana e neozelandese preparano dichiarazioni importanti, mentre l’OPEC+ si riunisce per i colloqui politici di ottobre.

Indipendentemente dal tapering, il rapporto sui nonfarm payroll di venerdì è ancora di grande rilevanza per gli Stati Uniti.

I mercati cercheranno di capire se c’è un’inversione nelle fortune del mercato del lavoro americano dopo che i dati di agosto sono scesi molto al di sotto delle aspettative. I nonfarm payroll sono stati pari a 275.000 unità ad agosto, mancando di parecchio le aspettative di mercato, che erano pari a 750.000 unità.

Il tasso di disoccupazione è sceso leggermente, attestandosi al 5,2%, mentre la partecipazione alla forza lavoro è rimasta invariata al 61,7%. Le paghe orarie sono cresciute dello 0,6% ad agosto, superando le previsioni del mercato di un aumento dello 0,3%.

Sappiamo che Jerome Powell e la Fed sono ben felici di avere questo tipo di notizie dal mercato del lavoro. Ma nonostante i dati di settembre, sappiamo che il tapering è in arrivo, probabilmente a novembre. Naturalmente, se il rapporto di questo venerdì sarà davvero scioccante, potrebbe verificarsi un’incrinatura dei piani di tapering della Fed, ma tutti gli indicatori suggeriscono ci troviamo sulla buona strada verso il tapering.

Tuttavia, il presidente della Fed Powell crede ancora che gli Stati Uniti siano ancora ben lontani dal tasso di occupazione che lui stesso si augura.

Durante un discorso della scorsa settimana, Powell ha affermato: “Ciò che ho detto la settimana scorsa è che avevamo quasi superato il test per il tapering. Ho chiarito che secondo me siamo ben lungi dal superare il test per la massima occupazione”.

Quando arriverà quel momento? Secondo un recente sondaggio condotto dalla National Association for Business Economics, il 67% degli economisti che hanno partecipato alla rilevazione ritiene che i livelli di lavoro raggiungeranno i livelli pre-pandemia entro la fine del 2022. Poco meno di un terzo stima che il recupero del mondo del lavoro non avverrà fino al 2023.

C’è ancora un lungo percorso da fare verso il pieno recupero. Tuttavia, abbiamo osservato più volte nel 2021 che i nonfarm payroll sono aumentati dopo che il mese precedente era stato deludente.

Il balzo da gennaio a febbraio, ad esempio, è stato da -306.000 a +233.000 unità. I nonfarm payroll sono aumentati da 269.000 a 614.000 unità tra aprile e maggio 2021. In questo caso c’è un precedente.

Più di 7,5 milioni di americani hanno anche visto un taglio dei loro sussidi alla disoccupazione del periodo pandemici. I versamenti di 300 USD sono stati sospesi dall’inizio di settembre, quando il governo ha iniziato a ridurre gli aiuti fiscali. Questo potrebbe essere un catalizzatore per favorire più assunzioni? Forse lo scopriremo nell’emissione dei nonfarm payroll di venerdì.

Fuori dagli Stati Uniti, entrambe le principali banche centrali dall’altra parte del pianeta dovrebbero rilasciare le loro più recenti dichiarazioni sui tassi questa settimana.

A partire dall’Australia, il governatore Phillip Lowe e i suoi colleghi sembravano decisi a muoversi verso una politica più flessibile durante la riunione della Reserve Bank of Australia tenutasi a settembre. Pertanto, i mercati non prevedono drastici cambiamenti a ottobre.

In Australia i tassi di interesse sono rimasti bassi come per tutto l’ultimo anno e mezzo. La Reserve Bank of Australia resta impegnata a non aumentare il tasso di liquidità “fino a quando l’inflazione effettiva non sarà sostenibile all’interno dell’intervallo target del 2-3%”.

La dichiarazione di settembre ha rivelato alcuni leggeri cambiamenti.

Il tasso di cassa e il tasso di controllo a tre anni sono rimasti tutti allo 0,1%, ma la modulazione della riduzione del programma di acquisto di obbligazioni è stata variata. In origine, il programma avrebbe dovuto essere rivisto entro novembre, essendo stato ridotto di 4 miliardi di AUD a settimana a luglio. Ora, sarà mantenuto a quel livello almeno fino a febbraio 2022.

Sostanzialmente, significa che il ritmo degli acquisti di asset della Reserve Bank of Australia non rallenterà fino al prossimo mese di febbraio. Dopo l’incontro di luglio, si pensava che la Banca avrebbe iniziato a rivedere l’acquisto di obbligazioni ogni tre mesi, prima di eliminarlo del tutto nel corso dell’anno. Tuttavia, sembra che non sia ancora giunto il momento.

In ogni caso, non ci aspettiamo davvero delle notizie mirabolanti artificio martedì mattina, quando la Reserve Bank of Australia pubblicherà la sua dichiarazione sui tassi per il mese di ottobre.

I mercati potrebbero invece aver previsto mosse più aggressive da parte della Reserve Bank of New Zealand, ma i recenti commenti dell’assistente del governatore Christian Hawksby paiono indicare che qualsiasi discussione su un importante aumento dei tassi di cassa è prematura.

“Le banche centrali di tutto il mondo tendono a seguire un percorso più agevole e a mantenere invariato il loro tasso di riferimento o a muoversi con incrementi di 25 punti base”, ha dichiarato Hawksby, mettendo fine a qualsiasi voce di un aumento di 50 punti base del tasso di cambio dello 0,25% della Nuova Zelanda.

Invece, è probabile che venga seguito un percorso incrementale prima che i tassi raggiungano l’1,5% entro la fine del 2022.

Ma, come sempre, resta la grande ombra del COVID-19 ad incombere sulla politica fiscale della Nuova Zelanda. Di recente, la nazione è tornata in lockdown dopo un aumento dei casi della variante Delta. Nonostante i contagi stiano iniziando a risalire, il piccolo numero di incidenti potrebbe essere stato sufficiente ad innervosire la Reserve Bank of New Zealand.

Secondo la Reuters, mercoledì i mercati hanno scommesso su una probabilità del 60% dell’aumento dei tassi quando parlerà il governatore Orr.

Infine, l’OPEC e i suoi alleati si incontreranno ancora una volta per il loro incontro mensile e la riunione politica di lunedì.

Con prezzi e domanda ad alti livelli, probabilmente vedremo un’automatica approvazione di un aumento della produzione nel prossimo futuro. L’OPEC+ si è impegnata a produrre altri 400.000 barili al giorno ogni mese fino alla fine dell’anno prossimo, nel tentativo di recuperare le perdite causate dalla pandemia.

Secondo il Monthly Oil Market Report di settembre, l’OPEC+ ritiene che la domanda supererà i livelli del 2019 entro la fine del 2022.

Con il greggio Brent attorno agli 80 USD mentre scriviamo questo articolo, negli Stati Uniti stanno suonando campanelli d’allarme sul prezzo della benzina. Storicamente, gli Stati Uniti hanno sempre goduto di prezzi della benzina molto più bassi rispetto ad altre nazioni sviluppate, e tutto ciò che è considerato inaccettabile da Joe Sixpack e Joe Biden.

Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti sono attualmente in trattativa con l’OPEC per aumentare ulteriormente i volumi e risolvere questo problema, forse ignorando il fatto che lo shale statunitense è pronto ad incrementare di almeno 800.000 barili al giorno le forniture globali una volta che sarà operativo.

L’OPEC+ è comunque una creatura a sé stante. Tutto le sue azioni sono nell’interesse dei suoi Stati membri, dei suoi alleati e dei prezzi mondiali del petrolio nel loro insieme. Non sappiamo se gli appelli di Biden cadranno nel vuoto, ma sarebbe così sorprendente vedere OPEC e JMMC attenersi alla propria agenda in ottobre e anche oltre.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Mon 04-Oct  All Day  OIL  OPEC-JMMC Meetings 
       
Tue 05-Oct  4.30am  AUD  RBA Rate Statement 
  4.30am  AUD  Cash Rate 
  3.00pm  USD  ISM Services PMI 
       
Wed 06-Oct  2.00am  NZD  Official Cash Rate 
  2.00am  NZD  RBNZ Rate Statement 
  1.15pm  USD  ADP Nonfarm Employment Change 
  3.30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 07-Oct  3.30pm  GAS  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 08-Oct  1.30pm  CAD  Employment Change 
  1.30pm  CAD  Unemployment Rate 
  1.30pm  USD  Average Hourly Earnings m/m 
  1.30pm  USD  Nonfarm Employment Change 
  1.30pm  USD  Unemployment Rate 
  Tentative  USD  Treasury Currency Report 

The markets month ahead: key events for your trading diary in October

Get a look at the coming month’s important market-moving events with our October trading preview. 

Economic events to watch in October 

OPEC-JMMC meetings – Monday 4th October  

The month begins in earnest with OPEC-JMMC meetings. OPEC+ comes together for its monthly policy talks. No shocking surprises are expected this month. Instead, we’ll probably see a rubber-stamping of the planned output increase of 400,000 bpd.  

RBA rate statement – Tuesday 5th October  

The Reserve Bank of Australia releases its newest rate statement at the start of the month. Markets forecast no hike for the foreseeable future. The cash rate will probably stay at its historic low. 

RBNZ rate statement – Wednesday 6th October  

Joining its Australian cousin in starting the month with a rate decision is the Reserve Bank of New Zealand. Economists think an increase in the 0.2% cash rate will come – but not the 0.5% increase forecast. 

US nonfarm payrolls – Friday 8th October 

Jerome Powell and the Fed, plus the wider markets, will be watching the month’s NFP data carefully. August’s data missed the mark by miles – will September’s stats point towards a US labour market surge? 

US CPI data – Wednesday 13th October 

Consumer Price Index rises cooled in August, backing the Fed’s stance that current high prices are all transitionary. Month-on-month price gains slowed to 0.3%. September’s CPI stats are released on Wednesday 13th of October. 

US retail sales data – Friday 15th October 

Retail sales across America picked up an unexpected bump in August. Sales were up 0.7% according to the Census Bureau. Observers were calling for a 0.7% decline, driven by rising Delta-variant COVID cases. Will we see an upward swing in September too? 

UK CPI data – Tuesday 20th October 

UK inflation is running hot. Last month’s report showed it growing at the fastest rate since records began, rising at 3.2%. It may be all transitionary, but if inflation punches above the Bank of England’s 4% target, then the UK’s central bank may be forced to act. 

European PMIs – Friday October 22nd 

Brace for the monthly European flash PMI blitz with all the key economic activity indicators from France, Germany, and the EU all inbound. Eurozone composite PMI readings for September missed expectations of 58.5 coming in at 56.1. Still in growth, but it looks like activity is starting to slow. 

Bank of Canada rate statement – Wednesday October 27th 

The first rate statement of Justin Trudeau’s third term comes this month. Governor Tiff Macklem and co. stuck to their guns in September, keeping the 0.25% rate in place and the QE pace the same. It’s probable October’s statement will bring much the same. 

ECB Press Conference – Thursday October 28th  

The European Central Bank scaled back its bond-buying programme in September in a bid to cool soaring inflation. Its October moves will likely all come down to how EU CPI reacted to the change. Rates stayed at 0% and it’s likely they will in the mid-term. 

Major economic data 

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Mon Oct-04  8:00am  EUR  Spanish Unemployment Change 
  All Day  All  OPEC Meetings 
  All Day  All  OPEC-JMMC Meetings 
       
Tue Oct-05  4:30am  AUD  RBA Rate Statement 
  4:30am  AUD  Cash Rate 
  Tentative  JPY  BOJ Gov Kuroda Speaks 
  3:00pm  USD  ISM Services PMI 
       
Wed Oct-06  2:00am  NZD  Official Cash Rate 
  2:00am  NZD  RBNZ Rate Statement 
  1:15pm  USD  ADP Non-Farm Employment Change 
  3:30pm  OIL  Crude Oil Inventories 
       
Thu Oct-07  1:30pm  USD  Unemployment Claims 
  3:00pm  CAD  Ivey PMI 
       
Fri Oct-08  1:30am  AUD  RBA Financial Stability Review 
  1:30pm  CAD  Employment Change 
  1:30pm  CAD  Unemployment Rate 
  1:30pm  USD  Average Hourly Earnings m/m 
  1:30pm  USD  Non-Farm Employment Change 
  1:30pm  USD  Unemployment Rate 
  Tentative  USD  Treasury Currency Report 
       
Tue Oct 12  3:00am  CNH  GDP q/y 
  3:00am  CNH  Retail Sales y/y 
  10:00am  EUR  ZEW Economic Sentiment 
  10:00am  EUR  German ZEW Economic Sentiment 
  3:00pm  USD  JOLTS Job Openings 
  6:00pm  USD  10-y Bond Auction 
       
Wed Oct-13  1:30pm  USD  CPI m/m 
  1:30pm  USD  Core CPI m/m 
  6:01pm  USD  30-y Bond Auction 
  7:00pm  USD  FOMC Meeting Minutes 
       
Thu Oct-14  1:30am  AUD  Employment Change 
  1:30am  AUD  Unemployment Rate 
  1:30pm  USD  PPI m/m 
  1:30pm  USD  Core PPI m/m 
  1:30pm  USD  Unemployment Claims 
  4:00pm  OIL  Crude Oil Inventories 
       
Fri Oct-15  7:00am  GBP  Retail Sales m/m 
  1:30pm  USD  Core Retail Sales m/m 
  1:30pm  USD  Retail Sales m/m 
  1:30pm  USD  Empire State Manufacturing Index 
  3:00pm  USD  Prelim UoM Consumer Sentiment 
       
Mon Oct-18  2:15pm  USD  Industrial Production m/m 
  3:30pm  CAD  BOC Business Outlook Survey 
Tue Oct-19  1:30am  AUD  Monetary Policy Meeting Minutes 
       
Wed Oct-20  7:00am  GBP  CPI y/y 
  1:30pm  CAD  CPI m/m 
  1:30pm  CAD  Common CPI y/y 
  1:30pm  CAD  Core Retail Sales m/m 
  1:30pm  CAD  Median CPI y/y 
  1:30pm  CAD  Retail Sales m/m 
  1:30pm  CAD  Trimmed CPI y/y 
  3:30pm  OIL  Crude Oil Inventories 
  10:45pm  NZD  CPI q/q 
       
Thu Oct-21  1:30pm  USD  Philly Fed Manufacturing Index 
  1:30pm  USD  Unemployment Claims 
       
Fri Oct-22  8:15am  EUR  French Flash Manufacturing PMI 
  8:15am  EUR  French Flash Services PMI 
  8:30am  EUR  German Flash Manufacturing PMI 
  8:30am  EUR  German Flash Services PMI 
  9:00am  EUR  Flash Manufacturing PMI 
  9:00am  EUR  Flash Services PMI 
  9:30am  GBP  Flash Manufacturing PMI 
  9:30am  GBP  Flash Services PMI 
  2:45pm  USD  Flash Manufacturing PMI 
  2:45pm  USD  Flash Services PMI 
       
Mon Oct-25  9:00am  EUR  German ifo Business Climate 
       
Tue Oct-26  1:30pm  USD  Core Durable Goods Orders m/m 
  1:30pm  USD  Durable Goods Orders m/m 
  3:00pm  USD  CB Consumer Confidence 
       
Wed Oct-27  1:30am  AUD  CPI q/q 
  1:30am  AUD  Trimmed Mean CPI q/q 
  3:00pm  CAD  BOC Monetary Policy Report 
  3:00pm  CAD  BOC Rate Statement 
  3:00pm  CAD  Overnight Rate 
  3:30pm  OIL  Crude Oil Inventories 
  Tentative  CAD  BOC Press Conference 
       
Thu Oct-28  Tentative  JPY  BOJ Outlook Report 
  Tentative  JPY  Monetary Policy Statement 
  Tentative  JPY  BOJ Press Conference 
  12:45pm  EUR  Monetary Policy Statement 
  12:45pm  EUR  Main Refinancing Rate 
  1:30pm  EUR  ECB Press Conference 
  1:30pm  USD  Advance GDP q/q 
  1:30pm  USD  Advance GDP Price Index q/q 
  1:30pm  USD  Unemployment Claims 
  3:00pm  USD  Pending Home Sales m/m 
       
Fri Oct-29  8:00am  EUR  German Prelim GDP q/q 
  1:30pm  CAD  GDP m/m 
  1:30pm  USD  Core PCE Price Index m/m 
  2:45pm  USD  Chicago PMI 
  3:00pm  USD  Revised UoM Consumer Sentiment 
Sat Oct-30  Day 1  All  G20 Meetings 
       
Sun Oct-31  1:00am  CNH  Manufacturing PMI 
  Day 2  All  G20 Meetings 

La settimana che ci aspetta: I nonfarm payroll sotto i riflettori

Questa settimana tutto sarà incentrato sui più importanti attori economici. Il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti relativo al mese di agosto sarà pubblicato venerdì, mentre la settimana inizierà con gli ultimi dati dei PMI manifatturieri cinesi. Anche l’OPEC e i suoi alleati terranno riunioni, rendendo la prossima settimana molto impegnativa per l’economia globale.

Negli ultimi 18 mesi il mercato del lavoro statunitense è stato in grado di toccare minimi epocali e nuovi vertiginosi picchi di crescita. La pandemia ha sicuramente fatto la sua parte, ma abbiamo anche osservato una nuova vitalità scorrere nel cuore economico degli Stati Uniti, con più lavoratori a riempire i vuoti occupazionali.

Basta esaminare i nonfarm payroll del mese scorso. I dati di luglio hanno registrato 943.000 nuovi posti di lavoro aggiunti all’economia, ben al di sopra delle aspettative.

I dati sull’occupazione per il mese di agosto verranno pubblicati venerdì. Ovviamente i mercati presteranno molta attenzione a questi dati. Dopotutto, si tratta della pubblicazione più importante di tutto il mese. Ma il rapporto di questa settimana sul mercato del lavoro assume un nuovo carattere, date le tendenze che abbiamo visto nel 2021.

Ad esempio, i nonfarm payroll di aprile si sono attestati a 785.000 nuovi posti di lavoro, con un incremento mensile di oltre 200.000 unità. Tuttavia, a maggio la relazione sui nonfarm payroll ha visto una contrazione di oltre 500.000 posti di lavoro, arrivando a quota 269.000.

Giugno e luglio sono stati due mesi consecutivi in crescita, ma non si può fare di ogni erba un fascio. Nel recente passato abbiamo già visto dei dati eccezionali lasciare il posto a una crescita stentata il mese successivo.

La Federal Reserve ha esplicitamente legato le sue decisioni politiche alla salute del mercato del lavoro, quindi questo rapporto sarà di particolare interesse sulla scia del simposio di Jackson Hole della scorsa settimana.

Nuovo mese, nuovo rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, ma anche una nuova serie di riunioni dell’OPEC+.

La settimana scorsa i benchmark di WTI e Brent sono scesi ai minimi da 3 mesi a questa parte, anche se da allora sono tornati leggermente a crescere, con il Brent che ha superato la soglia dei 70 USD e il WTI oltre i 67 USD.

Il cambio delle aspettative sulla domanda hanno pesato sui prezzi del greggio. I principali importatori hanno introdotto restrizioni ai viaggi o nuovi lockdown. Ad esempio, alcuni porti petroliferi cinesi sono stati chiusi a causa dell’aumento dei casi della variante Delta del COVID-19.

Tuttavia, l’OPEC+ finora ha tenuto duro: resta vivo l’impegno ad aumentare la produzione di circa 400.000 barili al giorno per ogni mese da agosto in poi. Inoltre, non c’è stato alcun motivo tale da far incrementare quella cifra su sollecitazione del presidente Biden. Per ora, il livello è di 400.000 barili al giorno in più per ogni mese.

È importante ribadire che tutto ciò che l’OPEC e i suoi alleati hanno fatto quest’anno è stato sostenere i prezzi del petrolio. Con l’aumento dei casi di COVID-19 in tutto il mondo, il filo del rasoio tra domanda e offerta su cui sta camminando il cartello potrebbe essersi assottigliato ulteriormente, ma l’OPEC+ sta probabilmente puntando sulla diffusione del vaccino per riuscire a recuperare.

Sappiamo tutti che il petrolio rappresenta un fattore chiave per la crescita economica nel nostro attuale sistema economico mondiale basato sui combustibili fossili. La Cina è il più grande importatore mondiale di greggio, quindi la sua produzione manifatturiera è oggetto di un attento esame, soprattutto alla luce del possibile calo delle importazioni di petrolio negli ultimi due mesi.

Nella lettura del PMI manifatturiero di agosto potremmo osservare gli effetti del un calo del consumo di petrolio e dell’aumento dei casi di variante Delta nell’ultimo mese.

La lettura di luglio di 50,4 punti è stata la più bassa degli ultimi 15 mesi. Il valore di 51,3 registrato a giugno è rappresentato un leggero aumento rispetto al 51,0 di maggio, ma la tendenza per la produzione industriale della seconda economia più grande del mondo sembra improntata ad un rallentamento.

Chiudere i porti non gioverà affatto alla produzione industriale, e nemmeno l’attuale prezzo elevato delle materie prime. La carenza di manodopera e l’aumento dei costi diretti hanno contribuito a rallentare anche la produzione nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Non si tratta perciò di un fenomeno localizzato esclusivamente in Cina.

Una lettura del PMI sopra 50 punti indica che si è ancora in fase di crescita, ma si osserva anche che la Cina sta pericolosamente scendendo sotto quel valore. La pubblicazione dei dati PMI di martedì renderà tutto più chiaro.

 

I principali dati economici

 

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Mon 30-Aug  3.00pm  USD  US Pending House Sales 
       
Tue 31-Aug  2.00am  CNH  Manufacturing PMI 
  1.30pm  CAD  GDP m/m 
  2.45pm  USD  Chicago PMI 
  3.00pm  USD  CB Consumer Confidence 
       
Wed 01-Sep  ALL DAY  OIL  OPEC Meetings 
  ALL DAY  OIL  OPEC-JMMC Meetings 
  2.30am  AUD   GDP m/m 
  8.55am  EUR  German Final Manufacturing PMI 
  1.15pm  USD  ADP Nonfarm Employment Change 
  3.00pm  USD  ISM Manufacturing PMI  
  3.30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 02-Sep  3.30pm  GAS  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 03-Sep  1.30pm  USD  US Nonfarm Payrolls 
  1.30pm  USD  Average Hourly Earnings 
  1.30pm  USD  Unemployment Rate 
  3.00pm  USD  ISM Services PMI 
  Tentative  GBP  Monetary Policy Report Hearings 

OPEC+ preview: Delta dawn to delay production cuts sunset?

  • OPEC+ expected to maintain slow increase in production
  • WTI & Brent trade close to three-year highs
  • EIA inventory report shows further tightening

The Organisation of Petroleum Exporting Countries and its allies (OPEC+) convene on Thursday, July 1st to discuss the next phase of production constraints. The cartel is already increasing output by 2.1m bpd from May through to July and has successfully carried off this increase whilst still presiding over rising prices. The focus on the meeting is whether to maintain this gradual easing of production curbs in August and potentially beyond. Market expectations suggest OPEC+ will increase output by around 500k bpd in August but there are still plenty of unknowns.

On Wednesday, OPEC secretary general maintained a bullish outlook for oil demand recovery this year but pointed to risks on the horizon. He said that while OECD oil stocks are now below the 2015-2019 average, significant uncertainty in oil markets calls for prudence, highlighting the considerable risk to demand outlook from Covid variants.

Demand recovery is uncertain. Whilst US air travel passenger numbers are almost back to 2019 levels, and German diesel demand has recovered to pre-pandemic levels, there are clearly risks that the spread of variants like Delta around the globe will constrain or delay the pick-up in demand that has generally been expected to take place this year. Delta keeps OPEC mindful of being too loose and suggests it might err on the side of less production for the time being – particularly as so much of this year’s demand is seen returning in the second half (see below).

E.g., Japanese oil demand is still pretty soft with consumption in May down 8.5% vs 2019. It highlights that outside of China, a combination of relatively low vaccination rates and the Delta variant continue to weigh on local crude demand.

Nevertheless, OPEC is unlikely to have to contend with a surge of Iranian oil imports onto the market as progress on the nuclear deal to lift sanctions is slow, with talks delayed, and may never happen. Meanwhile US production has not recovered as quickly as one might have thought – the rig count is higher at 470 but well below the ~800 before the pandemic.

Barkindo said global oil demand should rise 6m bpd in 2021, with 5bpd of that figure due to arrive in H2. This presents a risk that oil demand recovery is weighted to the second half of the year and may not emerge due to new restrictions on mobility in response to new waves of the virus. This could leave OPEC+ unwilling to ease of restraints as much as the market thinks it will. On the other hand, there is evidence the market is increasingly tight and OPEC may prefer to ease off a touch to loosen it. Goldman Sachs reckons global demand will rise by an additional 2.2m bpd by the end of 2021, which would leave a 5m bpd supply shortfall. “Ultimately, much more OPEC+ supply will be needed to balance the oil market by 2022,” the bank said in a note.

An internal OPEC report seen by Reuters indicates the cartel is worried the market will return to surplus after the self-imposed output curbs end in April 2022. This could lead to discussion about extending supply cuts beyond that date. An extension would pick up the back end of the curve, which is looking a bit tired, and net would be considered bullish for prices, but could be offset by a larger-than-expected increase in the near-term to compensate some members.

Prices have rallied strongly this year, but members of the cartel need even higher crude prices. The OPEC average fiscal breakeven oil prices stand at $93, according to RBC, which thinks OPEC+ could add anything from 500k bpd to 1m bpd in August.

EIA weekly report

Ahead of the meeting, the latest EIA report today shows a continued draw on inventories. Stockpiles declined by 6.7m barrels, vs the estimated draw of 3.8m, supported by a net 500k bpd decline in imports and a 200k bpd increase in refinery demand. Total products supplied over the last four-week period averaged 20.0 million barrels a day, up by 13.3% from the same period last year.

US commercial crude oil inventories decreased by 6.7 million barrels in the week to Jun 25th from the previous week, yet another weekly draw that leaves inventories at their lowest since March 2020. At 452.3 million barrels, inventories are about 6% below the five-year average for this time of year. Total motor gasoline inventories increased by 1.5 million barrels, whilst distillates fell by 900k.

WTI price action

Post the EIA report it’s pretty much as you were with all eyes on OPEC+. As we flagged in Tuesday’s morning note, there is something of a technical hitch for oil. So far this market has been a buy-the-dip affair as WTI edged up above $74 this week to its highest in almost three years, moving close to a 6-year high in the mid-70s; and market fundamentals are solid as supply remains tight. But Monday’s outside day bearish engulfing candle is a potential red flag, while the bearish MACD crossover on the daily chart is another. RSI bearish divergence is a third with a higher high on the price met by a lower high on the 14-day RSI, indicating buyer exhaustion. This is not necessarily the top but would call for a potential near-term pullback such as a ~10% correction as seen in Mar/Apr this year.

500k bpd is the baseline – go beyond that to 750k, 1m then it’s a bearish reaction in the market. Go under and it’s bullish. But these would be only the immediate responses and market fundamentals remain positive even with more crude coming on stream. Technicals are less inclined to support the bullish outlook in the immediate near-term sense. A temporary pullback would allow for the bulls to take a breath before resuming the uptrend.

Crude oil price action chart ahead of OPEC+ July meeting.

La settimana che ci aspetta: I rapporti sui nonfarm payroll americani indicheranno la direzione del mercato tra i timori dell’inflazione

I nonfarm payroll statunitensi dominano il calendario di questa settimana. Di norma, la chiave di lettura del mercato del lavoro è in grado di muovere in maniera importante il mercato, quindi verrà prestata molta attenzione allo stato del mercato del lavoro della nazione in occasione della lettura più recente nella giornata di venerdì.

Gli incontri mensili tra OPEC e JMMC iniziano a metà settimana, in un momento in cui i mercati petroliferi si rafforzano a livello globale. Anche la Reserve Bank of Australia renderà pubblica la sua ultima decisione sul tasso di cassa, probabilmente un copia-incolla della decisione attendista di maggio.

A partire dagli Stati Uniti, il paese spera che parte del fervore del mercato del lavoro di marzo si manifesti nei dati di maggio, dopo il fallimento di aprile. I dati dei nonfarm payroll del mese scorso hanno indicato la creazione di circa un quarto dei nuovi posti di lavoro che ci si aspettava, con un calo di gran lunga superiore alle stime.

In aprile sono stati creati 266.000 posti di lavoro. Le stime speravano in oltre un milione, con il sostegno della rapida crescita economica e dai dati dei nonfarm payroll di marzo che si erano attestati a 916.000 unità.

Alla fine di aprile, 9,8 milioni di americani erano ancora disoccupati. La cosa interessante è che le alla fine di marzo i nuovi posti di lavoro sono stati pari a 8,1 milioni, con una sostanziale riduzione del gap. La domanda e l’offerta di lavoro si stanno riallineando, ma non si sono ancora del tutto riequilibrate, il che contribuisce a creare qualche attrito.

Vi sono ancora timori tra la popolazione generale sulla riduzione del virus, nonostante il 50% dei potenziali soggetti vaccinabili abbia già ricevuto il vaccino. Due terzi dei bambini in età scolare non sono tornati in classe. Qualcuno potrebbe non essere ancora disposto a rinunciare ai sussidi di disoccupazione.

Il mercato seguirà con attenzione il rapporto sull’occupazione, visto come una possibile indicazione di ciò che ci si potrà presto aspettare dalla Federal Reserve, che potrebbe iniziare a rimuovere le agevolazioni. La Fed ha messo la sua bandiera sull’asta dell’occupazione, e più lenta sarà la ripresa dell’occupazione, più morbida resterà la politica della Fed. A complicare il quadro c’è anche l’inflazione, ma finora i mercati hanno creduto alla Fed quando afferma che esaminerà le pressioni “transitorie” sui prezzi.

Gli incontri tra OPEC e JMMC sono previsti per il primo giugno. La missione del cartello per il 2021 è stata quella di proteggere i mercati petroliferi e rafforzare i prezzi. In questo caso i tagli alla produzione sono stati la chiave di volta. Siamo ancora lontani dal ristabilire i volumi di produzione precedenti alla pandemia. Nonostante la riapertura delle economie globali e l’aumento della domanda di petrolio, l’OPEC e i suoi alleati sono ancora cauti.

Ciò nonostante, sta arrivando più greggio dai membri dell’OPEC. Negli ultimi due mesi essi hanno gradualmente allentato i limiti alla produzione. L’incontro di giugno determinerà i piani per luglio e agosto, verrà cioè deciso se aumentare la produzione o se mantenerla in linea con i piani originari del cartello.

Nella riunione del primo aprile, l’OPEC e il JMMC hanno deciso di riportare sui mercati 2,1 milioni di barili al giorno tra maggio e luglio. I tagli verranno ridotti a 5,6 milioni di barili al giorno.

Quest’anno l’OPEC punta sull’aumento della domanda di petrolio. Le sue prospettive di ripresa indicano che la domanda giornaliera raggiungerà i 6 milioni di barili al giorno entro la fine del 2021: un notevole incremento rispetto ai livelli del 2020, ma ancora circa 3,5 milioni di barili al giorno in meno rispetto ai livelli pre-pandemia.

Sebbene la distribuzione dei vaccini abbia avuto successo nei principali paesi importatori, ci sono ancora preoccupazioni. Il crescente numero di casi di coronavirus in India, il terzo importatore di petrolio al mondo, ha gravato pesantemente sull’OPEC. C’è ancora molto da fare prima che i mercati petroliferi nel mondo tornino ad assomigliare a ciò che erano prima del Covid 19.

Al centro dell’attenzione ci sarà anche la Reserve Bank of Australia, la prossima banca centrale a fornire informazioni su eventuali modifiche imminenti alla politica finanziaria australiana.

È necessaria una decisione sul tasso di cassa. Esiste la possibilità che non si verifichi nulla di rilevante. Il tasso di cassa in Australia è rimasto allo 0,10% da novembre 2020. Il governatore Philip Lowe ha indicato che probabilmente nel 2021 non aumenterà. In base alle precedenti dichiarazioni, potremmo non assistere ad un aumento del tasso di cassa australiano almeno fino al 2024.

Lowe ha affermato che i parametri chiave che la RBA sta usando come innesco per l’aumento del tasso di cassa sono gli obiettivi di inflazione e un minore tasso di disoccupazione. La RBA prevede che l’inflazione sarà dell’1,5% nel 2021, come indicato nella sua dichiarazione di maggio, e del 2% a metà del 2023. Prima di aumentare i tassi, la Banca ha ripetutamente affermato di volere che l’inflazione sia “comodamente” compresa tra il 2-3%.

In termini di mercato del lavoro, la RBA prevede che i tassi di disoccupazione raggiungeranno il 4,8% entro la fine del 2021, prima di scendere leggermente al 4,4% nel 2022.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1  Asset  Event 
Mon 31-May  2.00am  CNH  Manufacturing PMI 
       
Tue 01-Jun  All Day  Oil  OPEC-JMMC Meeting 
  5.30am  AUD  Cash Rate 
  5.30am  AUD  RBA Rate Statement 
  1.30am  CAD  GDP m/m 
  3.00pm  USD  ISM Manufacturing PMI 
       
Wed 02-Jun  2.30am  AUD  GDP q/q 
       
Thu 03-Jun  2.30am  AUD  GDP m/m 
  3.00pm  USD  ISM Services PMI 
  3.30pm  Nat gas  US Natural Gas Inventories 
  4.00pm  Oil  US Crude Oil Inventories 
       
Fri 04-Jun  1.30pm  CAD  Employment Change 
  1.30pm  CAD  Unemployment Rate 
  1.30pm  USD  Average Hourly Earnings m/m 
  1.30pm  USD/Indices/Gold  Non-farm Employment Change 
  1.30pm  USD  Unemployment Rate 

 

I principali rapporti sugli utili

Date  Company  Event 
Tue 01-Jun  Zoom  Q1 2022 Earnings 
  Scotiabank  Q2 2021 Earnings 
  Hewlett Packard  Q2 2021 Earnings 
     
Wed 02-Jun  Splunk  Q1 2022 Earnings 
     
Thu 03-Jun  Broadcom  Q2 2021 Earnings 
  Slack  Q1 2022 Earnings 

 

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