La settimana che ci aspetta: Tutti gli occhi puntati su Jackson Hole

Il simposio di Jackson Hole è il grande evento di questa settimana.

Questo raduno annuale dei principali responsabili politici, promotori e agitatori finanziari statunitensi e internazionali è stato a lungo utilizzato per interrompere i principali cambiamenti politici. I mercati prevedono che il presidente della Fed Jerome Powell utilizzerà l’incontro di quest’anno per annunciare cambiamenti delle politiche di Quantitative Easing e dei pacchetti di stimolo.

Powell potrebbe utilizzare il simposio per annunciare la cancellazione dell’attuale programma di acquisto di obbligazioni. La Fed ha ventilato questa possibilità nei suoi incontri di luglio, e ci sono state molte voci sul fatto che sia in arrivo un ritiro dal programma, ma per il momento trader e investitori devono ancora ricevere il via libera ufficiale.

Al momento, la Fed sta ancora acquistando 120 miliardi di USD in asset a reddito fisso ogni mese. 80 miliardi provengono da titoli del Tesoro, mentre i restanti 40 miliardi da titoli garantiti da ipoteca. Tutto ciò faceva parte del pacchetto di idee per aiutare a sostenere l’economia statunitense devastata dal COVID.

Gli operatori obbligazionari e i mercati valutari in particolare osserveranno con interesse l’incontro di giovedì. La chiarezza sul corso dell’economia e le idee di indirizzo per superare questo momento dominato dalla variante Delta serviranno per placare le loro paure. Ora dipende da Powell.

Dall’inizio dell’anno, l’economia ha accelerato rapidamente, anche se la crescita del PIL dell’ultimo trimestre non ha soddisfatto le aspettative. Ma rapidi aumenti possono determinare nuove sfide, che in questo caso hanno la forma dell’inflazione. Anche l’IPC e il IPP continuano a crescere a tassi record e, sebbene Powell si sia accontentato di lasciare che l’economia si surriscaldasse, ora farebbe meglio a indossare delle presine da forno, per evitare che siano le sue dita a bruciarsi.

Parlando di inflazione, sono in arrivo ulteriori dati sull’impatto che sta avendo con i dati che verranno pubblicati venerdì relativi alle cifre dell’indice della spesa per consumi personali, l’indicatore dell’inflazione preferito dalla Fed.

La crescita di questo indice è stata dello 0,4% a luglio, al di sotto dello 0,6% previsto, ma in aumento del 3,5% su base annua. Visto che è cresciuto rapidamente negli ultimi due mesi, senza dubbio Powell e compagnia terranno d’occhio il rilascio dei dati di venerdì.

Ulteriori indicatori della salute economica sono in dai nuovi dati degli indici PMI di lunedì mattina. Riceveremo quindi aggiornamenti con giudizi sulla produzione aziendale americana, nonché approfondimenti di IHS Markit sull’attività britannica ed europea.

Lunedì verranno pubblicate le letture PMI flash degli Stati Uniti relative alla produttività del settore manifatturiero e dei servizi. Ci sarà molto da esaminare quando questi dati verranno resi noti, in particolare perché le cifre di luglio indicano una crescita solida ma lenta dell’attività commerciale americana.

Sia il settore dei servizi che quello manifatturiero continuano a risentire della doppia morsa dell’inflazione e del COVID-19. La produzione industriale ha causato un calo dell’indice manifatturiero dalla quota di 63,7 punti di giugno ai 59,7 di luglio (il minimo da quattro mesi), mentre anche il settore dei servizi è sceso da 64,6 a 59,8 punti.

L’aumento dei costi diretti di produzione, la carenza di personale e l’impennata dei prezzi delle materie prime stanno limitando la crescita. Intendiamoci: una lettura superiore a 50 indica una crescita, tuttavia sembra che si stia verificando un rallentamento della produttività americana.

Lo stesso si può dire del Regno Unito, secondo i suoi dati PMI. Le letture di agosto dell’indice saranno pubblicate lunedì mattina, ma abbiamo già osservato che a frenare la produzione ci sono stati colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento e un basso numero di occupati.

Il punteggio dell’indice PMI dei servizi per il mese di luglio nel Regno Unito, stilato IHS Markit, è stato di 59,6 punti: un calo piuttosto significativo rispetto ai 62,4 punti registrati di giugno. Il settore manifatturiero ha mostrato un calo simile, attestandosi a 59,2 punti rispetto ai 62,2 della lettura precedente.

“Sempre più aziende stanno sperimentando limitazioni alla crescita dovute alla carenza di offerta di manodopera e materiali, mentre sul versante della domanda abbiamo già assistito alla fase di picco di spesa dei consumatori fino ad ora repressa”, ha affermato il direttore economico di IHS Markit, Tim Moore.

Al contrario, la produttività dell’Unione Europea ha mostrato un’impennata a luglio. L’indice composito finale dei responsabili degli acquisti di IHS Markit ha raggiunto 60,2 punti a luglio, il livello più alto da giugno 2006, indicando risultati solidi sia nel settore dei servizi che in quello manifatturiero.

Tuttavia, per sostenere tutto questo, l’UE dovrà stare attenta a evitare gli ostacoli della logistica e del mercato del lavoro che hanno già colpito il Regno Unito e gli Stati Uniti. È improbabile che ciò avvenga, quindi è lecito aspettarsi una lettura più bassa ad agosto.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)   Asset  Event 
Mon 23-Aug  8.15am  EUR  French Flash Manufacturing PMI 
  8.15am  EUR  French Flash Services PMI 
  8.30am  EUR  German Flash Manufacturing PMI 
  8.30am  EUR  German Flash Services PMI 
  9.00am  EUR  Flash Manufacturing PMI 
  9.00am  EUR  Flash Services PMI 
  9.30am  GBP  Flash Manufacturing PMI 
  9.30am  GBP  Flash Services PMI 
  2.45pm  USD  Flash Manufacturing PMI 
  2.45pm  USD  Flash Services PMI 
       
Wed 24-Aug  3.30pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 25-Aug  ALL DAY  USD  Jackson Hole Symposium 
  1.30pm  USD  Preliminary GDP q/q 
  1.30pm  USD  Unemployment Claims 
       
Fri 26-Aug  ALL DAY  USD  Jackson Hole Symposium 
  1.30pm  USD  Core PCE Price Index m/m 

 

La settimana che ci aspetta: I verbali del FOMC confermeranno il ripensamento della politica della FED?

Questa sarà una settimana intensa per le banche centrali. Per prima cosa, si parte con i verbali della riunione del FOMC tratti dai colloqui di giugno. All’ordine del giorno c’era la questione del rallentamento degli acquisti di asse, mentre i politici hanno invece iniziato a pensare a quando i tassi di interesse sarebbero aumentati. Perciò sarà fondamentale capire le loro logiche per comprendere i movimenti del mercato.

Anche la Reserve Bank of Australia condividerà il suo ultimo aggiornamento, mentre aumentano i casi di Covid e i lockdown. Questo ispirerà un ripensamento a livello di politiche?

Anche l’impatto della variante delta sulla ripresa dell’Eurozona sarà al centro dell’attenzione, perché l’UE condividerà le sue ultime previsioni economiche.

I verbali della riunione del FOMC, previsti per mercoledì, saranno la grande notizia della settimana.

Sarà interessante analizzare le discussioni interne della Fed dopo la riunione di giugno. Quindi, la Fed ha fatto sapere che non lascerà che l’inflazione diventi troppo alta, e che l’aumento dei tassi di interesse potrebbe arrivare un po’ prima del previsto.

La proiezione mediana della Fed ha mostrato che è previsto un aumento del tasso di riferimento, da quasi zero fino allo 0,6% entro la fine del 2023. In marzo ci si aspettava che i tassi sarebbero rimasti invariati fino a tutto quell’anno.

All’ordine del giorno c’era anche il rallentamento dell’acquisto di asset. Sappiamo che il presidente Powell e altri hanno discusso di un’eventuale riduzione del programma di acquisto di obbligazioni della FED, ma, nella dichiarazione seguita all’incontro, non sono stati fornite indicazioni su quando ciò potrebbe avvenire.

La FED sta ancora acquistando ogni mese asset per circa 120 miliardi di USD come parte della sua strategia globale di economia per il contrasto del Covid.

Poter avere una finestra sul pensiero di qualsiasi banca centrale è essenziale per gli osservatori del mercato. Gli investitori dovranno ricalibrare le loro scommesse sull’inflazione elevata, come risposta alla tendenza da falco della FED di giugno.

Ciò a cui stiamo assistendo ora è un’economia statunitense in transizione. Nessuna economia, non importa quanto grande, può permettersi semplicemente di cavalcare l’onda del momento, ma deve essere invece reattiva. La FED lo ha fatto, ma sarà interessante vedere cosa accadrà dentro la FED in questo momento cruciale.

Continuando con le banche centrali, mercoledì a riferire sarà la Reserve Bank of Australia. Il Covid-19 sta ricominciando a farsi sentire in un Paese che sembrava in gran parte sotto controllo. La variante delta ha iniziato a diffondersi in tutta l’Australia. È in atto una nuova ondata di lockdown.

Circa l’80% della popolazione australiana ha nuovamente ricevuto l’ordine di restare a casa o di limitare i movimenti.

Ciò potrebbe indurre un cambiamento nel pensiero della Reserve Bank of Australia in vista della sua riunione del 6 luglio? Il governatore Lowe e il suo team hanno già una posizione economica accomodante. I tassi non si sono spostati dal livello storico dello 0,10% da novembre scorso.

Parlando dopo la riunione del mese scorso, il governatore Lowe ha dichiarato: “La ripresa economica in Australia è più sostenuta di quanto ci si aspettasse in precedenza, e si prevede che continuerà così. Le simulazioni della banca centrale prevedono una crescita del PIL del 4,75% quest’anno e del 3,5% nel 2022. Questa prospettiva è supportata da misure fiscali e condizioni finanziarie molto concilianti”.

Naturalmente, quella dichiarazione è stata fatta quando la strada verso la ripresa non era ancora stata bloccata. La Reserve Bank of Australia dovrà agire con chiarezza e precisione per riuscire a mantenere l’economia australiana sulla strada giusta. Ne sapremo di più mercoledì, quando arriveranno le dichiarazioni della Reserve Bank of Australia.

Questa settimana arriveranno anche le previsioni economiche dell’UE.

L’Eurozona sembra uscire relativamente forte dal periodo peggiore della pandemia. Abbiamo osservato ottime cifre relative agli indici PMI e anche le previsioni sul PIL sono rassicuranti. Abbiamo anche sentito alcuni membri della Banca centrale europea suggerire che potrebbe essere in vista il ritiro del pacchetto di stimolo PEPP (il programma di acquisto per fronteggiare la pandemia).

Con riferimento al PEPP, il membro del consiglio della BCE e presidente della Deutsche Bundesbank Jens Weidmann ha evocato l’idea che il programma potrebbe essere sospeso prima della scadenza originaria prevista a marzo 2022. Per quella data, la BCE avrà iniettato 2,2 bilioni di Euro nell’economia dell’Eurozona attraverso il suo programma PEPP. Tuttavia, per effettuare un cambiamento del genere sarebbe necessaria una forte ripresa economica e la completa rimozione delle restrizioni legate al Covid.

Con la variante delta che inizia a farsi sentire, una completa rimozione delle restrizioni sembra improbabile. In effetti, sarà cruciale il modo in cui l’UE risponderà alla nuova ondata di casi. La risposta sarà una riorganizzazione del modo di pensare e delle previsioni economiche?

Nonostante tutto ciò, le prospettive degli analisti sono ampiamente positive. S&P Global, ad esempio, ha apportato alcune modifiche.

“Abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni per la crescita dell’Eurozona al 4,4% quest’anno e al 4,5% nel 2022, dopo aver osservato una più ampia attuazione dello stimolo fiscale nell’ambito del piano Next Generation EU e una minore contrazione del PIL nel primo trimestre”, ha affermato la società di rating.

“Le ferite a lungo termine sull’economia saranno probabilmente limitate dalla risposta coordinata della politica fiscale e monetaria europea, che aprirà la strada alla chiusura dell’output gap entro il 2024”.

I principali dati economici

Date  Time (GMT+1)  Asset  Event 
Mon 05-Jul  3.30pm  CAD  BOC Business Outlook Survey 
       
Tue 06-Jul  5.30am  AUD  RBA Rate Statement 
  5.30am  AUD  Cash Rate 
  10.00am  EUR  EU Economic Forecasts 
  10.00am  EUR  ZEW Economic Sentiment 
  10.00am  EUR  German ZEW Economic Sentiment 
  3.00pm  USD  ISM Services PMI 
       
Wed 07-Jul  3.00pm  CAD  IVEY PMI 
  3.00pm  USD  JOLTS Job Openings 
  7.00pm  USD  FOMC Meeting Minutes 
       
Thu 08-Jul  2.30am  AUD  Retail Sales m/m 
  1.30pm  USD  Unemployment Claims 
  3.30pm  GAS  US Natural Gas Inventories 
  4.00pm  OIL  US Crude Oil Inventories 
       
Fri 09-Jul  1.30pm  CAD  Employment Change 
  1.30pm  CAD  Unemployment Rate 

 

I principali rapporti sugli utili

Date  Company  Event 
Tue 06-Jul  Ocadao Group  Q2 2021 Earnings 
     
Wed 07-Jul  Aeon  Q1 2021 Earnings 
     
Thu 08-Jul  Levi’s  Q2 2021 Earnings 
     
Fri 09-Jul  Tryg  Q2 2021 Earnings 

Stocks firm as travel gets a boost

The reopening in the US and UK continues apace. More states are opening up bars, restaurants and other hospitality venues at full capacity, whilst Britons are set to resume international travel this month and get back in the pub too.  Europe is catching up fast on vaccinating its population and will be at a similar level by the summer. The vaccines are working. Stimulus is also supporting spending as US personal incomes soared by 21% last month. Dare we consider a return to genuine normality soon? Perhaps, but the picture is very uneven across the globe, as India shows all too clearly.

 

European stocks opened broadly higher on Tuesday before easing back to the flatline, with the UK market leading the way in a holiday-shortened trading week. The FTSE 100 rose 0.7% in early trade, testing the 7040 high from last month again before paring gains.  Infineon scrubbed 20pts off the DAX as the German index dropped by around 0.4%. US markets were higher on Monday, with the S&P 500 up 0.3% to 4,192 and the Dow Jones rising 0.7% to 34,113. The Nasdaq lagged, falling 0.5% as big tech names declined a touch following a period of strong gains running into earnings season. Tesla fell 3.5% and Amazon dropped over 2%.  

 

Profits at Saudi Aramco soared 30% versus last year as higher oil prices lifted earnings. Net income rose to $21.7bn. Crude prices have rebounded strongly in the last 12 months –it’s just over a year since WTI futures dropped into negative territory ahead of expiration. Crude prices have a bullish bias at the start of May with WTI futures (Jun) hovering around the $643.50 area and Brent just a little under $68. Whilst there concerns about the situation in India and implications for demand growth, this is being outweighed by hopes for demand recovering strongly. 

 

On that front, IAG shares rose over 3% to the top of the FTSE 100 as the US and Europe move to reopen travel this summer and Britons look set to be able to resume foreign travel from May 17th. As US states declare further moves to open things up, the EU is looking to enable people from outside the bloc who have had both their vaccinations to travel freely to Europe this summer. Talks on the plans begin today. Whilst progress is slow, there is hope that by the summer holidays travel will be substantially more possible. Airline stocks were broadly higher. TUI and EasyJet topped the FTSE 250, which rose to within a whisker of its intra-day all-time high this morning. 

 

Australia’s central bank left rates on hold but upgraded its outlook for the economy. Later this week the Bank of England is expected to do similar. The quarterly Monetary Policy Report should show better growth and higher inflation ahead as vaccines are working and enabling the economy to reopen as planned. The big question is over a taper of bond purchases. The thorny issue for policymakers is whether to use this meeting to announce how and when it will taper bond purchases. The yield on 10-year gilts is back to 0.84%, close to the March peak at 0.87% and could top this should the BoE signal it is ready to exit emergency mode. Policymakers may prefer to wait until June. Ultimately, the question about tightening is really one of timing, but the BoE cannot be blind to the economic data and this meeting could be the time to fire the starting pistol. The fact the furlough scheme is slated to run until September, the BoE has time on its hands and could wait until August. As far as sterling goes, also keep your eyes on the Scottish elections on Thursday, where a majority for pro-independence parties in Holyrood could up the ante in terms of a second referendum. GBPUSD tested 1.380 support yesterday before a rally ran out of steam at 1.3930 as it continues to hold the range of the last 2-3 weeks.

 

Gold touched the 100-day SMA and pulled back from the $1,800 area. MACD bearish crossover avoided for now but potential double-top at $1,800 could call for a deeper pullback. 

Chart showing gold performance on May 4th 2021.

La settimana che ci aspetta: Nuovi dati sugli IPC, sugli indici PMI e sui PIL

Questa settimana verranno pubblicati molti dati economici nelle economie chiave. A partire dal Regno Unito, vengono pubblicati i dati sugli IPC e sulle vendite al dettaglio, con permessi e lockdown ad incombere ancora sull’economia. I dati sul PIL degli Stati Uniti relativo all’ultimo trimestre del 2020 sono stati resi definitivi, ma l’attenzione sarà incentrata sul sentiment delle imprese, che trova la sua espressione in una nuova serie di dati sugli indici PMI dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dall’Eurozona, tra le alterne fortune sui vaccini nelle principali economie.

I dati sugli IPC nel Regno Unito

Questa settimana gli investitori e i trader FX osserveranno i dati sull’inflazione nel Regno Unito dopo la decisione della Banca d’Inghilterra.

L’inflazione è al centro dell’attenzione nel Regno Unito in questo momento, poiché gli effetti dell’aumento dei rendimenti obbligazionari, l’ulteriore sostegno economico del governo tramite il programma del cancelliere Sunak “spesa ora, tasse dopo” e la risposta della Banca d’Inghilterra continuano a ravvivare il quadro economico.

I dati dell’ONS mostrano che l’ultimo IPC sull’intero anno è allo 0,9%. Nel 2021, l’IPC dovrebbe salire all’1,5% nel corso dell’anno. Alcune stime suggeriscono che potrebbe persino salire all’1,8% entro aprile.

L’inflazione degli IPC nel Regno Unito è stata del -0,2% su base mensile a gennaio, in calo rispetto allo 0,3% di dicembre, ma la cifra è stata superiore al -0,4% che il mercato si aspettava.

L’inflazione sui prezzi al consumo è aumentata dello 0,7% su base annua a gennaio, dato che è al di sopra della cifra di dicembre dello 0,6% e anche al di sopra delle aspettative di consenso per una lettura dello 0,6%. La tendenza al rialzo di gennaio è stata guidata dall’aumento dei prezzi del cibo, dei trasporti e dei prodotti per la casa.

Le vendite al dettaglio nel Regno Unito

Questa settimana verranno pubblicati i dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito. Gli ultimi dati del settore suggeriscono che febbraio è stato un mese forte per il settore della vendita al dettaglio nel Regno Unito, secondo l’analisi condotta da KPMG.

Rispetto alle statistiche dell’anno scorso, le vendite totali sono aumentate dell’1% a febbraio su base comparabile. Va sottolineato che si è verificata una brusca inversione delle vendite al dettaglio rispetto al mese di gennaio, con una contrazione delle vendite dell’1,3% rispetto ai dati del 2020.

A guidare la crescita di febbraio è stata la riapertura delle scuole di marzo in tutta l’Inghilterra. La spesa per articoli non alimentari, come grembiuli scolastici e cancelleria, è aumentata quando i consumatori sono stati attratti dalle spese legate al ritorno a scuola.

I negozi di beni non essenziali sono ancora chiusi in Inghilterra e così resteranno fino al 12 aprile. Le vendite online stanno beneficiando notevolmente del lockdown, principalmente perché i consumatori non hanno altra scelta che utilizzare i punti vendita digitali per comprare i cosiddetti beni non essenziali. La spesa non alimentare rappresenta il 61% delle vendite di febbraio, quasi il doppio rispetto al 31% di febbraio 2020.

Tuttavia, come spiega Barclaycard, a febbraio la spesa complessiva dei consumatori è in calo del 13,8% su base annua. Le restrizioni del lockdown continuano a pesare sui settori dell’ospitalità e del tempo libero. Senza dubbio questi settori cresceranno, quando a giugno verranno rimosse le restrizioni legate al lockdown, ma fino ad allora le performance non potranno essere buone.

Gli indici PMI negli USA, nel Regno Unito e nell’Eurozona

Questa settimana verranno pubblicati i dati sugli indici PMI nelle principali economie, così come i risultati degli indici azionari di Regno Unito, Stati Uniti e UE.

A partire dal Regno Unito, gli osservatori sperano che lo slancio iniziato a febbraio continui anche a marzo. L’indice PMI composito IHS Markit/CIPS ha dato un risultato di 49,6 a febbraio, rispetto ai minimo da otto mesi registrato a gennaio pari a 41,2.

Alcuni settori stanno ottenendo risultati superiori alle aspettative. Secondo IHS Markit, a febbraio il settore edilizio nel Regno Unito è stato più attivo del previsto, con il PMI edilizio passato da 49,2 a 53,3 dal momento che i progetti fermati a causa del Covid-19 hanno avuto il via libera per iniziare o per proseguire. Anche il settore manifatturiero ha continuato a crescere, salendo a 55,1 il mese scorso.

Tuttavia, a restare deludenti sono i servizi, con la revisione del dato di febbraio, indicato a 49,5 e quindi ancora al di sotto della soglia di crescita di 50 punti. Forse c’era da aspettarselo. I settori del tempo libero e dell’ospitalità sono ancora fortemente gravati da limitazioni, quindi non ci sarà da aspettarsi tendenze al rialzo nel mese di marzo.

I leader dell’UE avevano iniziato a tirare un sospiro di sollievo dopo i dati di febbraio. Ad esempio, la produzione è salita dai 54,8 punti di gennaio a 57,9 di febbraio – il massimo da 3 anni – guidata dalle ottime prestazioni di Paesi Bassi e Germania.

Tuttavia, da quel momento le prospettive per l’Europa sono peggiorate, poiché i casi Covid in Francia e Germania sono aumentati vertiginosamente e l’Italia è entrata nuovamente in un nuovo lockdown. I dati dell’indagine potrebbero non riflettere pienamente gli ultimi sviluppi.

Passando dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, l’indice manifatturiero PMI degli Stati Uniti ha avuto un febbraio ricco di soddisfazioni, riuscendo ad oscurare i pur positivi numeri dell’UE. Il PMI manifatturiero statunitense si è infatti attestato a 60,8, raggiungendo il livello più alto registrato negli ultimi 3 anni. Tuttavia, questa notevole crescita potrebbe essere mitigata da problemi nella catena di approvvigionamento.

Secondo i produttori intervistati dall’Institute for Supply Management (ISM), i prezzi delle materie prime e dei componenti sono in aumento. Ad esempio, il prezzo dell’acciaio è aumentato, il che influisce in modo massiccio sui prezzi del settore manifatturiero statunitense.

Il PIL negli USA

Questa settimana saranno resi noti gli ultimi dati sul PIL degli Stati Uniti nel quarto trimestre del 2020, ma tutti gli occhi sono puntati sulle previsioni aggiornate per il 2021. La scorsa settimana la Federal Reserve ha alzato le sue previsioni di crescita per quest’anno al 6,5% rispetto al 4,2% che era stato previsto durante la riunione di dicembre.

Quest’anno anche l’OCSE e diverse banche di investimento hanno rivisto al rialzo le loro previsioni relative alla crescita negli Stati Uniti. Pertanto, saranno da tenere d’occhio i dati ad alta frequenza, come le richieste settimanali di disoccupazione e le cifre sul reddito e sulle spese personali, in particolare con l’arrivo degli assegni di stimolo da 1.400 USD.

Tuttavia, i mercati amano guardare avanti, non indietro. I dati sul PIL del primo trimestre del 2021 saranno molto interessanti per il mercato. Su questo fronte, le prospettive sono ottimistiche.

A dicembre, Goldman ha rivisto con un aumento del 5% le sue cifre sul PIL nel primo trimestre del 2021, dopo l’approvazione del pacchetto di 900 miliardi USD di stimoli. L’ulteriore pacchetto di stimoli da 1,9 bilioni di USD di Joe Biden è stato approvato, il che potrebbe influenzare i movimenti sul PIL nel trimestre.

Più recentemente, la Fed di Filadelfia ha stimato la crescita del PIL del primo trimestre 2021 al 3,2%, auspicando migliori prospettive relative al mercato del lavoro, nonostante abbia anche aumentato le sue aspettative sull’inflazione fino al 2,5% per il rilascio dell’IPC di questo trimestre. La Fed di Atlanta è ancora più ottimista rispetto ai colleghi del nord. Il suo Nowcast iniziale pone la crescita del PIL trimestrale al 5,2%, in linea con la stima di dicembre effettuata da Goldman.

Il punto sulla disoccupazione sollevato da Filadelfia è qui pertinente. Gli ultimi nonfarm payroll hanno indicato che il mercato del lavoro stava cominciando a prendere linfa vitale, con un aumento di 379.000 unità. Più persone occupate significano una maggiore produttività, e di conseguenza una sana crescita del PIL nel primo trimestre.

In sostanza, finora l’economia statunitense appare più sana nel 2021. Morgan Stanley si è persino spinto ad indicare che la crescita del PIL su ritmi pre-pandemia inizierà già alla fine di marzo. Questo obiettivo potrebbe essere un po’ troppo ambizioso, ma indica che c’è una maggiore fiducia nei confronti degli Stati Uniti.

 

I principali dati economici di questa settimana

 

Date  Time (GMT)  Currency  Event 
Wed 24 Mar  7.00am  GBP  UK CPI y/y 
  8.15am  EUR  French Flash Manufacturing PMI 
  8.15am  EUR  French Flash Services PMI 
  8.30am  EUR  German Flash Manufacturing PMI 
  8.30am  EUR  German Flash Services PMI 
  9.00am  EUR  Flash Manufacturing PMI 
  9.00am  EUR  Flash Services PMI 
  9.30am  GBP  Flash Manufacturing PMI 
  9.30am  GBP  Flash Services PMI 
  1.45pm  USD  Flash Manufacturing PMI 
  1.45pm  USD  Flash Services PMI 
  2.30pm  USD  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 25 Mar  8.30am  CHF  SNB Monetary Policy Statement 
  12.30pm  USD  Final GDP q/q 
  2.30pm  USD  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 26 May  7.00am  GBP  Retail Sales m/m 
  9.00am  EUR  German ifo Business Climate 

 

I principali rapporti sugli utili di questa settimana

 

Date  Company  Event 
Mon 22 Mar  Saudi Aramco  Q4 2020 Earnings 
        
Tue 23 Mar  Adobe  Q1 2021 Earnings 
   Markit  Q1 2021 Earnings 
        
Wed 24 Mar  Tencent Holdings  Q4 2020 Earnings 
   Geely Motors  Q4 2020 Earnings 
        
Thu 25 Mar  CNOOC  Q4 2020 Earnings 

La settimana che ci aspetta: Le prospettive economiche per l’UE, il rilascio dei dati dell’IPC negli Stati Uniti e le novità sul PIL del Regno Unito

Nella settimana che ci aspetta, l’Unione Europea rivelerà quello che potrebbe essere una previsione economica tutt’altro che ottimistica. Anche il Regno Unito mostrerà le cifre del suo PIL. E’ in arrivo una doppia recessione? Negli Stati Uniti vengono rilasciati dati relativi all’Indice dei Prezzi al Consumo, che potrebbero mostrare segni di inflazione, mentre continua la stagione degli utili a Wall Street, con Disney e altre società a grande capitalizzazione che riferiscono sui loro risultati.

L’IPC negli USA: l’inflazione crescerà?

I fantasmi dell’inflazione stanno cominciando a spaventare? Lo scopriremo questa settimana negli Stati Uniti con i dati dell’IPC di gennaio.

Il Dipartimento del Lavoro ha riferito che l’IPC è cresciuto dello 0,4% a dicembre, dopo un aumento dello 0,2% a novembre. I prezzi al consumo potrebbero essere cresciuti, ma in questo caso il fattore chiave è stata la benzina. I prezzi del gas sono aumentati dell’8,4% nell’ultimo periodo preso in esame dall’IPC, e rappresentano il 60% della crescita complessiva dell’indice. D’altro canto, le spese per i prodotti alimentari sono aumentate dello 0,4%.

Escludendo i prezzi volatili di cibo ed energia, la crescita dell’IPC a dicembre è stata dello 0,1%, ed è rimasta sotto controllo per la diminuzione del prezzo dei veicoli usati, nonché per il calo delle tariffe aeree, dei costi sanitari e delle attività ricreative.

I dati dell’IPC del mese scorso sono stati in linea con le aspettative degli economisti. Nel complesso, l’IPC è aumentato dell’1,4% nel 2020, con il guadagno più basso su base annua dal 2015, con un calo rispetto al 2,3% del 2019.

Per il futuro paiono esserci prospettive contrastanti. Da un lato, finora oltre 4,03 migliaia di miliardi di USD sono stati pompati nell’economia tramite pacchetti di stimolo, e il presidente Biden ha in programma di aggiungere altre 1,9 migliaia di miliardi di USD. Non sappiamo ancora se questa cifra riuscirà a passare l’esame del Congresso, ma in ogni caso è probabile che siano in arrivo ulteriori stimoli, che potrebbero far sì che l’inflazione superi gli obiettivi.

Dall’altro, le pressioni sui prezzi potrebbero rimanere più favorevoli. Sono circa 19 milioni gli americani che stanno percependo l’indennità di disoccupazione. Lo stress nel mercato del lavoro potrebbe anche frenare la crescita dei salari e l’aumento dei tassi degli immobili vuoti in affitto potrebbe frenare anche l’inflazione che grava sugli affitti.

Una previsione economica non troppo brillante per l’UE

L’Europa potrebbe essere sul punto di entrare in una doppia recessione. Questa è la cruda realtà, poiché la settimana prossima l’UE condividerà le sue previsioni economiche.

L’ultimo trimestre del 2020 ha frenato i guadagni realizzati nel corso dell’anno, con una contrazione dell’economia globale dell’UE dello 0,5% negli ultimi 3 mesi del 2020. È la stessa storia che abbiamo visto nel corso dell’anno: il lockdown diventa meno rigido, e il PIL aumenta, ma anche i casi di contagio aumentano; il lockdown riprende più severo, il PIL si contrae, e i casi di virus continuano tuttavia a crescere.

L’UE sta affrontando particolari difficoltà nel suo programma di vaccinazione, anche se va detto che il coordinamento degli sforzi tra i vari paesi dell’Unione richiede uno sforzo quasi sovrumano. E finora, sembra che questo sforzo non stia dando i suoi frutti. La difficoltà nell’approvvigionamento dei vaccini è uno degli aspetti problematici relativi ai vaccini nell’UE, particolarmente evidente nel recente battibecco tra UE e Regno Unito riguardo alle esportazioni del vaccino AstraZeneca di Oxford.

L’euro ha ceduto sia nei confronti del dollaro della sterlina, e ora un euro vale circa o,88 GBP e circa 1,20 USD al momento della stesura di questo articolo – ai minimi da nove mesi a questa parte, il che non è un buon indicatore di un’economia sana.

L’Europa patirà un doppio calo? E’ possibile che sia così. Fondamentalmente, l’UE deve accelerare il passo per quanto riguarda le vaccinazioni, per far sì che la gente torni nuovamente a circolare. Anche in questo caso i pacchetti di stimolo giocheranno un ruolo fondamentale, poiché i primi stanziamenti del pacchetto da 750 miliardi di euro dovrebbe iniziare a raggiungere l’economia dell’UE nella prima metà del 2021. Un motivo di speranza? Forse, ma per ora le previsioni non sono particolarmente luminose.

Il PIL nel Regno Unito: doppio calo anche in terra britannica?

Questa settimana il Regno Unito pubblica i suoi ultimi dati trimestrali relativi al PIL. Secondo i dati pubblicati dalla House of Commons Library, il terzo trimestre del 2020 ha mostrato una decisa crescita del 16%, pur restando in calo dell’8,6% rispetto all’anno precedente. Le cifre del prossimo trimestre mostreranno una contrazione o la tendenza alla crescita proseguirà?

Il rapporto della Bank of England del 4 febbraio è effettivamente migliore di quanto si temesse in precedenza. Si prevede che il PIL del Regno Unito crescerà leggermente nell’ultimo trimestre, con un calo inferiore dell’8% rispetto al quarto trimestre del 2019.

E questo è un po’ sorprendente. La maggior parte del Regno Unito è piombata nuovamente in un rigido lockdown nel mese di novembre, con la chiusura dei negozi non essenziali. Sebbene alcuni siano stati riaperti nel periodo che precede il Natale, e anche se tutte le attività si sono adattate alle mutevoli condizioni, tutto ciò potrebbe non essere ancora sufficiente per evitare la recessione. Detto questo, nell’ultimo trimestre c’è stata la stagione delle spese, con il Natale e il Black Friday. Forse, queste ricorrenze hanno svolto un ruolo importante nel mantenere a galla l’economia britannica.

Quando verranno rivelati i dati ufficiali sul PIL del quarto trimestre, la parola “recessione” sarà ancora sulla bocca di tutti, poiché tali dati saranno la cartina tornasole per ciò che accadrà nel primo trimestre del 2021. Le misure di lockdown sono tuttora rigorose in tutto il Regno Unito, e le attività non essenziali restano chiuse nell’immediato futuro. Goldman Sachs ha rivisto le previsioni per il primo trimestre del 2021 nel Regno Unito, stimando una crescita dell’1,5%.

Una prospettiva a tinte fosche quindi, ma con un timido raggio di sole a squarciare le nuvole. Il lancio del vaccino nel Regno Unito è stato uno dei più riusciti al mondo, ed esistono prove che suggeriscono che la diffusione del virus stia rallentando grazie all’adozione del vaccino. Ma se le aziende resteranno chiuse, la crescita del PIL sembra un obiettivo fuori portata per l’economia britannica nei mesi a venire. Ne sapremo di più quando verranno pubblicati i dati ufficiali sul PIL.

La stagione degli utili prosegue

Molte società a grande capitalizzazione devono ancora riferire i dati relativi ai loro ultimi guadagni mentre a Wall Street continua la stagione degli utili.

La Disney sembra una delle aziende più interessanti e da tenere d’occhio in questo trimestre. La casa di Topolino ha le mani in pasta ovunque, ma con i flussi di entrate chiave in calo, come quelli dei suoi parchi a tema e dei suoi resort e, naturalmente, del cinema, dovrà trovare guadagni in altre aree di business.

E sembra che ci stia già riuscendo. Disney+, il suo servizio di streaming, ha già surclassato le previsioni di abbonamento. Ad aprile 2020, Disney aveva come obiettivo una platea di 60-90 milioni di abbonati entro il 2024. A febbraio 2021, gli abbonamenti avevano già raggiunto la cifra di 87 milioni. Ora i commentatori pensano che gli abbonamenti futuri potrebbero arrivare a quota 250 milioni.

Oltre alle proprie proprietà, costituite e sviluppate nel corso di decenni, le acquisizioni Disney di Marvel e Star Wars hanno sostanzialmente messo due dei franchise più popolari nelle mani di una società già abituata a possedere, commercializzare e creare proprietà di intrattenimento spaventosamente popolari. Fondamentalmente, limitare l’accesso ai film e alle serie TV di entrambi i programmi su un’unica piattaforma è stata una mossa estremamente astuta.

Quindi, anche se i guadagni potrebbero essere crollati per quanto riguarda i supporti fisici, la produzione digitale potrebbe aiutare a spingere Walt Disney verso un trimestre forte.

Disney è ora al quarto posto nell’elenco di Fortune delle aziende più ammirate al mondo (World’s Most Admired Companies) e prima assoluta per i servizi di intrattenimento. Il riconoscimento del suo marchio è già immenso, ma, secondo Fortune, le sue operazioni commerciali sono un caso da manuale per identificare come e dove avere successo.

Qui sotto è possibile trovare una panoramica di alcune delle aziende a grande capitalizzazione che riferiranno i dati relativi ai loro utili questa settimana.

 

I principali dati economici di questa settimana

Date  Time (GMT)  Currency  Event 
Wed 10 Feb  1.30pm  USD  CPI m/m 
  1.30pm  USD  Core CPI m/m 
  3.30pm  USD  US Crude Oil Inventories 
       
Thu 11 Feb  10.00am  EUR  EU Economic Forecasts 
  1.30pm  USD  US Unemployment Claims 
  3.30pm  USD  US Natural Gas Inventories 
       
Fri 12 Feb  7.00am  USD  Prelim GDP q/q 

 

I principali rapporti sugli utili di questa settimana

Date  Company  Event 
Mon 8 Feb  Softbank  Q3 2020 Earnings 
  Take Two  Q3 2021 Earnings 
  Loews  Q4 2020 Earnings 
  Hasbro  Q4 2020 Earnings 
  Namco Bandai  Q3 2021 Earnings 
     
Tue 9 Feb  Cisco  Q2 2021 Earnings 
  Total  Q4 2020 Earnings 
  S&P Global  Q4 2020 Earnings 
  Daikin  Q3 2020 Earnings 
  DuPont  Q4 2020 Earnings 
  Honda  Q3 2020 Earnings 
  Twitter  Q4 2020 Earnings 
  Ocado  Q4 2020 Earnings 
  Fujifilm  Q3 2021 Earnings 
  Nissan  Q4 2020 Earnings 
     
Wed 10 Feb  Coca-Cola  Q4 2020 Earnings 
  Toyota  Q3 2021 Earnings 
  Commonwealth Bank Australia  Q2 2021 Earnings 
  General Motors  Q4 2020 Earnings 
  Heineken  Q4 2020 Earnings 
  Vestas  Q4 2020 Earnings 
  A.P Moeller-Maersk  Q4 2020 Earnings 
  IQVIA  Q4 2020 Earnings 
  Sun Life  Q4 2020 Earnings 
  Uber  Q4 2020 Earnings 
     
Thu 11 Feb  L’Oreal  Q4 2020 Earnings 
  AstraZeneca  Q4 2020 Earnings 
  Schneider Electric  Q4 2020 Earnings 
  Duke Energy  Q4 2020 Earnings 
  Kraft Heinz  Q4 2020 Earnings 
  Credit Agricole  Q4 2020 Earnings 
  Tyson Foods  Q1 2021 Earnings 
  ArcelorMittal  Q4 2020 Earnings 
  UniCredit  Q4 2020 Earnings 
  Kellogg  Q4 2020 Earnings 
  Expedia  Q4 2020 Earnings 
  HubSpot  Q4 2020 Earnings 
     
Fri 12 Feb  ING  Q4 2020 Earnings 

Sterling’s RoRo Yo-Yo day

The pound endured some wild whipsaws today on a range of Brexit headlines. First sterling slid through the morning as the EU lodged its legal complaint over the internal market bill. GBPUSD hit the LOD at 1.2820 by 10am.

But then GBPUSD rallied aggressively through 1.295 on reports officials were close to entering the tunnel, with the FT’s Whitehall correspondent quoting one as saying: ‘We’ve gone from about 30% chance of a deal to the other way around. I think it’s almost certain we’ll enter the tunnel.’ The implication that officials see a 70% likelihood of a deal got sterling bulls running the stops.

Sterling pushed up to a fresh two-week high, but the 1.30 round number was not tested as the rally ran out of legs at 1.2980. The 1.30 level is the big horizontal and Fibonacci resistance to unlock the move to the mid-1.30s once a Brexit deal is signed.

However, cable was back down almost one big figure again, taking a 1.28 handle after an EU official said there is no sign of a landing zone on fisheries, or level playing field. At send time GBPUSD was sitting on the 1.29 round number around the mid-point for the day.

What we learned from this:

Sterling is on the hook to some wild price swings on headlines, which we knew would be the case. No one wants to try 1.30 unless there are more concrete rumours from ‘sources’. Talks wrap up tomorrow – more market-moving headlines to come.

Twitter is a very good source of information for trading – cable shot higher a couple of minutes after the initial 70/30% tweet. Algos were slow to respond for once – shows they don’t read Twitter very well – yet (H/T @PriapusIQ).

It does seem like there are tentative signs of ‘progress’ despite all the chuntering around the internal market bill, which looks increasingly like a sideshow to the main event of trade talks.

In short, a deal seems more likely than not. I’ve moved from 60/40 to 50/50 after the IMB to back to 60/40 again.

Moody music around Brexit sends sterling lower

Sterling took  a bit of a kicking as the mood music around this week’s Brexit talks took a decided turn for the worse. The EU came out with some pretty stern words for the British government over its internal markets bill. Less Ode to Joy and more Siegfried’s Death and Funeral March.

The EU Commission has come out fighting, saying the bill would, if adopted, represent a serious breach of the withdrawal agreement (perhaps) and of international law (more dubious, since the EU cannot hold any sway or sovereignty over UK domestic markets, laws or affairs after the exit from the EU).

Anyway, the British position (on paper at least) remains resolute. The UK government legal opinion is that it remains a sovereign matter of UK domestic law, which of course, it is, regardless of what the EU may think.

Brexit talks under threat as EU warns UK has ‘seriously damaged trust’

The EC called on Britain to ditch the problem elements of the bill by the end of the month and warned that the UK has ‘seriously damaged trust between the EU and the UK’, adding that ‘it is now up to the UK government to re-establish that trust’.

This is real brinkmanship. It is one of three things: it is either a cynical masterstroke in negotiating a deal. Two, it is a cynical move but a miscalculation on the British side, as it may fatally undermine the good faith basis discussions. Or three, it is simply a genuine good faith step based on the British desire to main the integrity of its own internal market, just as much as the EU insists on maintaining its own single market.

Either way the language and tone coming out of everything today would suggest a material increase in no deal risks – more no doubt to follow later this afternoon.

Pound sinks on heightened no-deal risks

GBPUSD sank to fresh six-week lows under 1.2860 with the road to 1.280 clear after breaching the 50-day line, which had offered the support yesterday. EURGBP surged to its strongest in 6 months above 0.92, boosted as a hawkish-sounding ECB put a firm under the EUR.

The euro was sent spiking against the dollar before easing back a touch after the ECB left rates unchanged and indicate it was all very pleased with itself and doesn’t think it needs to do a lot more. Christine Lagarde seemed far too relaxed about the appreciation in the euro, which helped send the currency back up to 1.19.

All in all she did beat a dovish drum and seems to have got her communication rather muddled, again. But after this spike, a bit of dollar bid came back as risk assets soured following the US open.

Bank of England wheels for fresh charge

Central banks need to be marshalled like cavalry and stimulus like charges. If your stimulus doesn’t rout the enemy immediately, you can easily get bogged down in a melee in which you lose your advantage. The Federal Reserve keeps wheeling around and managing to rally troops for fresh charges – the corporate bond buying announcement this week was a fine example.

But increasingly the cavalry is wearying and the more this drags on the less impact the Fed’s repeated charges will have against the twin enemies of deflation and unemployment. Investors are clinging on to central bank stimulus like the Gordon Highlanders gripped the stirrups of the Scots Greys, as they rode down the French columns at Waterloo.

BoE preview: more QE on the way

The Bank of England will mount a fresh charge at the enemy formations today. Coordination is the name of the game: it needs to keep on top of the huge amount of issuance – borrowing – by the UK government. Wartime levels of debt means the BoE must expand the envelope to hoover it up or risk yields starting to rise and spreads widening.

So, the BoE is expected to increase QE by at least £100bn, but I think it may well opt for £200bn, or even more, given that even £100bn would only last it until the end of the summer and the real long-term economic problems are going to emerge later in the autumn. Interest rates will stay at 0.1% and expectations firmly anchored for the near future with forward guidance repeating that the Bank will do whatever it takes.

In order to achieve this, the government and central bank will need to coordinate throwing more money at the problem. Indications suggest furlough has been costly but only delayed a lot of the pain – a looming unemployment crisis will require further central bank support, which means more QE is likely.  And don’t talk about negative interest rates – Andrew Bailey mentioned it once, but I think he got away with it. Once you go negative, it’s very hard to get back to normal.

Whilst fresh forecasts are not due until August, the Bank will likely set a more defensive tone in terms of its expectations for the recovery. As noted here on May 7th (BoE: for illustrative purposes only) the Bank’s assumptions on economic recovery seem rather optimistic.

Sterling was steady ahead of the decision. GBPUSD held around the middle of its trading range, sitting on the 38.2% retracement of the bottom-to-top rally from the May low to the Jun high. Monday’s test of the 1.2450 (50% level) remains the support whilst the upside seems well guarded by the 200-day moving average just above 1.2690 that sparked the run lower since Tuesday.

Stocks on the back foot on fears of second Covid-19 wave

Wall Street stocks fell yesterday, except for tech, whilst European markets are on the back foot this morning as investors parse new cases in the US and China. The bulls lost energy as new hospitalisations in Texas due to Covid-19 rose 11% in the space of 24hrs. Several other US states are seeing rising cases that are a worry, albeit the kind of mass lockdown seen earlier this year appears an unlikely course of action. The economic damage is too high, and we are generally better equipped to handle it.

Worries about China are also important – markets had largely not bet on a second lockdown in the world’s second largest economy.

Overall, the market swings now suggest investors are reacting to various headlines about recovery, stimulus and new cases without much clear direction as to what it all means as a bigger picture. The major indices are right in the middle of recent trading ranges, sitting around the 50-60% retracements of the move from the multi-month highs at the start of last week to the swing lows this week.

Elsewhere, the US pulled out of talks with Europe over a global digital services tax, which raises the risk of individual countries taking their own steps, in turn sparking a fresh wave of US-EU tensions. An escalation of dormant trade wars is not out of the question if EU nations and the UK decide to tax US tech giants aggressively.

This comes of course after the EU launched an anti-trust probe into Amazon. In Europe, Germany passed additional fiscal stimulus to combat the pandemic costs. This morning Angela Merkel called on the EU to agree to the Covid fund before the summer break.

Crude steady on EIA inventories data

Crude prices were steady as they hold within the consolidation pattern printed since the start of June. WTI for August was holding around the $38 marker after the EIA inventories rose 1.2m barrels, vs expectations for a draw.

This matched the API data (+3.9m) and suggests there are more supply-side pressures at present, but OPEC data indicated demand not falling as much as previously expected in the second half of the year. Meanwhile it seems Iraq is working its way towards complying with OPEC+ cuts.

Macron and Merkel’s rescue fund: Europe’s Hamiltonian moment?

Germany and France have agreed to push for a €500bn EU fund to help member states combat the economic fallout of Covid-19. The proposal comes as EU leaders fail to reach a consensus over what form a rescue package should take.

Angela Merkel and Emmanuel Macron have backed the scheme to support the Eurozone economy, which would be in the form of grants not loans.

The stimulus will be funded by the European Commission borrowing money – ‘coronabonds’ in all but name. The EC could borrow money from capital markets on behalf of all EU nations, secured against the next seven-year budget. The debt would mature after 2027.

This is an important breakthrough for the EU and has been dubbed Europe’s ‘Hamiltonian’ moment, in reference to Alexander Hamilton, who federalised the debts of the various US states in 1790.

This week on Wednesday EU President Ursula von der Leyen will present her plans, which will build on the Franco-German proposal.

If the budget talks are successful it should lower risk premia on EU sovereign debt, lowering bond yields and offering succour to the euro as well as to European equity markets.

It would also mark a major step towards EU fiscal policy coordination and possible fiscal union.

Will Eurozone members agree to rescue grants?

But it needs consensus and agreement from all the members of the common currency. Leaders struggled to agree an emergency funding package back in April, and the issue of how to support the recovery once the health crisis had passed was left alone.

Some nations have argued that making any rescue funding into a loan means saddling more debt on member states, like Italy and Spain, that are already struggling with their existing liabilities.

The ‘frugal four’ – Austria, Denmark, the Netherlands, and Sweden – are not playing ball with the French and Germans, putting forward a counterproposal to the €500bn bailout fund.

The four countries said they would not agree to a mutualization of debt, nor an increase in the EU budget.

Budget talks over the next few weeks will be crucial to the Eurozone and its economy.

For more, follow Helen Thomas from BlondeMoney here on XRay for weekly video updates and sign up for bespoke research analysis on how EU politics is driving financial markets.

Leg up: stocks make new ground, travel stocks soar

Sentiment among German companies has recovered somewhat after a “catastrophic few months”, the Ifo Institute said yesterday, in what neatly sums up where the global economy stands right now: horrendous, but perhaps not as horrendous as it could have been.

Of course, this is not the main reason stocks keep making new highs; this lies in the action of central banks and the vast amount of liquidity being pumped into the system.

The European Central Bank’s Villeroy – the governor of the Bank of France – said in all likelihood more stimulus is on the way. Overnight we’ve also heard from the Bank of Japan and PBOC, both of which have stressed they will keep their hands on the pump no matter what.

Global stocks have begun the week on a very solid footing and taken a leg higher to set new post-Covid highs as economies start to reopen and investors shrug off the simmering tensions over Hong Kong. The Nikkei rose over 2% to its best level since early March as Asian equities made broad gains with Japan ending its state of emergency.

Germany’s DAX extended Monday’s almost 3% gain, rallying 0.75% more on Tuesday morning. US futures are indicating the S&P 500 will recover 3,000 and look to take out the 200-day simple moving average, which would be its highest since March 5th. The FTSE 100 rallied 2% to 6100 as it played catch up to Europe’s Monday gains.

Travel & leisure are leading the charge today, with IAGTui, easyJet, InterContinental Hotels all posting double-digit percentage gains to top the index movers. Strength in this sector underscores confidence among investors that economies are reopening, and consumers are keen to travel.

There is a lot more hope that travel restrictions across Europe will be eased in time for the summer holidays. If the summer holiday season can be saved it would be a big plus after most of us wrote it off. Some people are a lot more willing to travel long distance than others. Tui rose 35% in London and was 17% higher in Frankfurt having gained on Monday.

Aston Martin shares shot up 30% after Andy Palmer walked the plank. It’s a pretty damning indictment of his tenure that the shares jumped this much after news of his sacking. Mercedes AMG stalwart Tobias Moers picks up the chalice.

Aston Martin has been one of the worst stock listings in living memory. In spite of rocketing higher today they are still worth a tenth of the IPO price – listing at about £5.50 today they are worth 45p. Things had already got pretty horrendous before this year; the coronavirus outbreak has been the coup de grace.

Across global equity benchmarks the indices are at or testing these March 5/6th-9th gaps. Momentum can see this run a bit more but there are still concerns that economic reality will catch up in the coming months and should there be secondary and tertiary waves of the virus it will see risk assets reverse.

There are many positives for markets to latch on to: Japan ended its nationwide emergency, England will reopen non-essential shops by Jun 15th, whilst Dubai and Hong Kong are easing lockdown measures.

The death rate in the US slowed to a 2-month low but may have been distorted by the Memorial Day holiday weekend seeing fewer cases reported. Germany’s Ifo business survey indicated things might not be as bad as feared. Spain is looking to save its summer holiday season by ending the quarantine of arrivals by July 1st.

There are hopes too on the medical front: Novavax has begun clinical trials of its Covid-19 vaccine, although Japan has postponed approval of the Avigan drug for the treatment of the coronavirus. The WHO has suspended trials of hydroxychloroquine – take note Donald Trump.

Yet there are lots of concerns still for the markets. Singapore lowered its GDP estimate to fall by as much as 7% this year and clearly the optimism being shown in equity markets is at odds with what’s happening on the ground.

Moreover, the situation in Hong Kong needs to be monitored and has the potential to become a lot more dangerous, whilst US-China tensions seem set to get a lot worse as we run into the US presidential election. Secondary and tertiary coronavirus waves are another significant risk to the global economy.

Oil was steady but WTI (Aug) does seem to be running into resistance $35 at the lower end of the gap, which could offer the opportunity for a pullback. Indications that Russia has cut output to 8.5m bpd, complying with its side of the OPEC+ deal, were encouraging. There are signs production cuts are coming through and the key focus will be on the pace of the demand recovery through the summer.

In FX, the euro was moving higher with EURUSD back towards the top of its 2-month range at little above 1.09 despite worries about the Eurozone rescue package. The ‘frugal four’ – Austria, Denmark, the Netherlands, and Sweden – are not playing ball with the French and Germans, putting forward a counterproposal to the ‘Merkon’ €500bn bailout fund.

The four countries said they would not agree to a mutualization of debt, nor an increase in the EU budget. Talks on the EU Budget continue this week but despite the four holdouts, the change of tune by Frau Merkel has completely altered the balance.

GBPUSD was higher in early trade, taking out 1.2250 to move back to 1.2260. The May 19th high just a whisker off 1.23 is the upside target and could open path back to 1.2360.

Michael Gove and Brexit negotiator David Frost will appear before MPs on Wednesday and despite the furore over the PM’s chief adviser, likely toe the Cummings line: the UK is taking a tough line and does not see a reason to budge from this.

Chart: SPX what comes next… leg higher to 3140, or retest 2800? The 200-day simple moving average looks more like a resistance after a 35% run off the March trough. Previously this level has seen rallies run out of steam.

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